Renzi scuote il Pd «Nessuna frenata ma di rendita non si vive più»

PD: RENZI, C'E UNA SINISTRA OSSESSIONATA DA DENARO

I risultati di ieri dei ballottaggi segnano «la fine delle posizioni di rendita elettorale, è finito il tempo in cui qualcuno sa che in quel posto si vince di sicuro». Matteo Renzi mentre si prepara a trasferirsi a Shanghai, seconda tappa della sua missione in Asia dopo la giornata trascorsa ad Hanoi, trova il modo di sottolineare a modo suo che senza di lui il Pd può vincere di misura, ma non stravincere come accaduto il 25 maggio. 
CRITICA AGLI APPARATI

Nella fine delle rendite di posizione che il presidente del Consiglio sancisce, sta forse la critica più forte agli apparati del suo partito – locali e nazionali – e a una classe dirigente che si credeva pressoché intoccabile sotto le insegne della ditta e che invece, come accaduto a Padova, Perugia, Potenza e Livorno, perde perché incapace di intercettare la voglia di cambiamento. Nello stile che di recente lo ha portato ad assumersi le proprie responsabilità anche nelle vicende giudiziarie di Milano e Venezia, Renzi parla a tutto il partito senza «noi e loro», anche se ha ben presente le sacche di resistenza più o meno passiva che si annidano nel suo partito. Malgrado la critica, Renzi considera i dati emersi dal ballottaggio un «risultato straordinario» perché il Pd conquista il Piemonte e la Lombardia. Con Grillo «finisce venti a uno», sostiene Renzi parlando con i suoi e confermando quale sia l’avversario da battere per il suo partito. La forza del Pd e la fiducia che gli italiani danno all’attuale governo non sono in discussione, ma la volatilità mostrata più volte dall’elettorato consente a Renzi un messaggio in bottiglia: ovvero, abbiamo molto consenso ma come è arrivato può sparire.
A Livorno e in altre città storiche del centrosinistra «si è oggettivamente perso», commenta il premier con i suoi, e va dato atto al candidato del M5S di essere stato «bravo» con una campagna molto centrata sui problemi della città. Ma, osserva ancora il premier, dei 12 ballottaggi con M5S solo in una città Grillo ha vinto. «Finisce 20 a 1, altro che frenata», è il bilancio soddisfatto di Renzi che mette volentieri «la firma» su un risultato che consegna al Pd il Piemonte assieme a Ventimiglia, Prato, Pavia, Bergamo, Cremona. Risultati questi che, uniti al 41 per cento delle europee e alla vittoria nelle amministrazioni regionali, fa sorridere il premier. Pur nella consapevolezza che nessuna vittoria è scontata ma va conquistata ogni volta, città per città con un messaggio che parli ai cittadini. Un’analisi che, secondo il leader pd, non chiama in campo la contrapposizione tra vecchi e nuovi ma che deve spingere tutti a non dare mai nulla per certo. A cominciare da quel 41% ottenuto alle elezioni Europee e che Renzi intende consolidare cominciando da un analisi severa nei confronti di coloro che pensano sempre di avere la vittoria in tasca.
ITALIA FUORI DALLE SECCHE

Ieri ad Hanoi, tra un vertice e una foto opportunity, Renzi ha tenuto contatti molto stretti con Roma sia per sapere nel dettaglio i risultati dei ballottaggi, sia per preparare il Consiglio dei ministri di venerdì prossimo che dovrebbe sancire la ripresa del percorso delle riforme interrotte proprio a causa dell’appuntamento elettorale.
Alla sfida tutta interna, Renzi affianca la volontà di spingere l’Italia fuori dalle secche della stagnazione concretizzatasi negli incontri che il primo ministro ha avuto con i principali esponenti politci del Vietnam, Paese la cui crescita da qualche hanno supera costantemente anche quella della vicina Cina. Aziende come Ariston e Piaggio sono da tempo in Vietnam, ma ciò che preoccupa Renzi è l’interscambio commerciale. Visto che qui si è nell’anno del cavallo, l’Italia deve fare di più per aumentare il suo interscambio commerciale. Una sfida che il premier lancia soprattutto a se stesso, visto che i suoi collaboratori lo chiamano il cavallo proprio per la velocità di azione. Una sfida complicata, ma se annunciata nell’area a più forte crescita dell’intero pianeta, può diventare una realtà. 

Il Messaggero