Renzi replica a Weidmann: «Finito il tempo delle lezioni». Italia del fare «più forte di chi dice solo no»

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«Il Cipe ha sbloccato 2,5 miliardi di euro per la ricerca universitaria, un miliardo per i beni culturali e alcune opere infrastrutturali fondamentali: dalla Campogalliano-Sassuolo fino all’acquedotto molisano centrale e alle infrastrutture tra Brescia e Verona, oltre a Frejus e Brennero». Come preannunciato nei giorni scorsi, Matteo Renzi ha scelto di festeggiare a modo suo il primo maggio, con una iniezione di fondi (e di fiducia) nei settori della ricerca e della cultura.

Via libera a stanziamenti attesi da mesi
I due miliardi e mezzo per la ricerca – come spiegato in questi giorni dal Sole 24 Ore – erano per la verità attesi da mesi. Quando al miliardo per la cultura, a carico del Fondo per lo sviluppo e per la coesione, sarà destinato a opere di bonifica, ampliamento e restauro di siti museali e di beni culturali sparsi per tutto il Paese. Nei dettagli, Pompei, Alessandria, Caserta e Firenze sono le città che trarranno maggiore beneficio. Ma saranno coinvolti nell’operazione anche il museo di Capodimonte di Napoli e alcuni siti culturali in Puglia e in Sicilia.

Cipe il 1° maggio «segnale di grande importanza simbolica»
«Il fatto che il Cipe si sia svolto oggi è un segnale di grande importanza simbolica – spiega Renzi ospite di Massimo Giletti su Rai 1 -. Continuiamo a lavorare perché l’Italia sia finalmente sbloccata. Del resto un anno fa il 1° maggio era la data di partenza dell’Expo: doveva essere un disastro, è stato un successo. L’Italia è più forte di chi dice solo no». Parole che sembrano indirizzate ai sindacati Cgil, Cisl e Uil che dalla piazza di Genova si sono detti pronti a protestare se dal governo non arriveranno risposte sulla contrattazione e sulle pensioni.

I risultati dell’Italia del “Fare” bandiera per le amministrative
Ma non solo degli stanziamenti decisi dal Cipe parla Renzi agli italiani in ascolto della popolare trasmissione “L’Arena”. Sono giorni frenetici per il premier, che ha trascorso il week end a siglare Patti per lo sviluppo in quasi tutto il Sud e che domani, a Firenze, lancerà la campagna elettorale dei comitati per il “sì” al referendum confermativo sulla riforma del Senato e del Titolo V che si terrà ad ottobre. A poche settimane dalle amministrative di giugno, che vedono i candidati del suo Pd in difficoltà in quasi tutte le città chiamate al voto, il premier e segretario del Pd fa campagna a modo suo: investendo sui risultati del suo governo e contrapponendo l’Italia del “fare” a quanti si limitano a lamentarsi volendo di fatto conservare lo status quo.

La replica a Weidmann: «Finito il tempo delle lezioni»
E allora Renzi mostra i muscoli a tutto campo, iniziando col rispondere a muso duro alle critiche del Governatore della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann, che ha bacchettato l’Italia per aver violato il Patto di Stabilità Ue e ha proposto di limitare la quota di titoli di Stato nei portafogli bancari. «Se fossi in lui – dice in tv – mi preoccuperei delle banche tedesche. Il tempo in cui ci davano lezioni è finito. Il governatore tedesco ha stanziato 247 miliardi di euro e mi auguro che siano sufficienti per le loro banche».

Contro Grillo e Berlusconi, «leader con sentenze passate in giudicato»
Non solo contro la Germania. Renzi attacca anche sul fronte interno e risponde ai grillini che gli chiedono di salire al Colle poiché Denis Verdini vota ormai con la maggioranza: «Mi sento dire che guido un partito di delinquenti. Ma chi è condannato in via definitiva? Beppe Grillo. Il Movimento 5 Stelle e Forza Italia sono guidati da due leader con sentenze passate in giudicato. Io ho la fedina penale pulita».

Brennero, scelte di Vienna solo «campagna elettorale»
Sul tema dell’immigrazione, Renzi bolla poi la chiusura del Brennero come «propaganda elettorale». Gli austriaci, dice, «stanno facendo una campagna di comunicazione perché sono in campagna elettorale per l’elezione del presidente». Dal canto suo, invece, «l’Italia finalmente vede la stabilità di governo» e «sull’immigrazione questo ci permette di essere ascoltati. Un anno fa eravamo soli, poi in Germania ne sono arrivati 1,1 milioni e si sono accorti del problema».

Prescrizione, allungamento in cambio di tempi certi nei processi
Infine il segretario del Pd torna sulle polemiche con i magistrati: «Pieno rispetto per Davigo, io dico che se uno ruba deve essere preso e giudicato, ma non è pensabile sparare nel mucchio. Se dici che sono tutti uguali fai il gioco di quelli che rubano, io non ce l’ho con i magistrati ma non bisogna fare giudici contro politici, ma onesti contro ladri». Quanto alla prescrizione, in questi giorni oggetto di trattativa in Senato con i centristi di Alfano, «va cambiata, noi siamo di questo avviso ma va chiesto contemporaneamente ai magistrati, che gestiscono gli uffici, di essere capaci così come fanno i migliori magistrati. Ci sono alcuni tribunali in cui si corre, altri dove troppo spesso si va con la prescrizione. La posizione governo è quella del 31 agosto 2014, la prescrizione è un incubo e la voglio cambiare, ma serve certezza dei tempi». Dunque allungamento dei tempi di prescrizione in cambio di tempi certi per le indagini e i processi: questo il compromesso che si configura a Palazzo Madama.

Il Sole 24 Ore