Renzi: recessione alle spalle, chi decide di investire deve avere sconto fiscale

++ Renzi,fondamentale prima lettura riforme entro europee ++

«Finalmente l’economia riparte, la recessione è alla spalle. La musica sta cambiando». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, oggi a Verona per il «Tour delle 100 città» ha voluto ribadire che il Paese sta ripartendo, alla faccia anche di quelli che lui suole chiamare gufi e. E dal palco ha fatto vedere delle slide che mostrano come il Pil del Paese sia passato dal -2,3% del 2012, al -1,9 del 2013 e «adesso è intorno all’1%, la nostra previsione è dello 0,9%». Lo ha fatto sottolineato che la politica «deve liberare tutte le energie del Paese».

Renzi: chi decide di investire deve avere sconto fiscale
Il premier ha ribadito l’intenzione del governo di approvare nella legge di stabilità misure a favore dell’innovazione. «Chi decide di investire nel 2016 deve avere uno sconto fiscale», ha detto, confermando di fatto l’intenzione dell’esecutivo di introdurre nella stabilità i cosiddetti “superammortamenti” sull’innovazione. In pratica le imprese che acquisteranno un nuovo macchinario potranno godere di una deduzione sul costo del bene acquistato incrementata del 40% (e non più del 10%) per tutta la durata dell’ammortamento. Nella lista degli interventi a favore delle imprese ci sarebbe in stabilità anche il credito di imposta per ricerca e sviluppo, con una dotazione di 200 milioni, e il bonus per il Made in Italy annunciato dal viceministro allo Sviluppo, Carlo Calenda.

«In legge stabilità 2016 cancelliamo Imu e Tasi prima casa»
Renzi ha ribadito inoltre che nella legge di stabilità del prossimo anno «cancelleremo Imu e Tasi sulla prima casa e finirà così una discussione che dura da dieci anni». «La prima casa – ha aggiunto il premier – non può avere tasse perché sono sacrifici di una vita». Renzi ha ribadito la necessità della « lotta dura all’evasione pagare meno ma pagare tutti», quindi ha evidenziato anche che gli ultimi dati sull’Iva dimostrano «un gettito fiscale superiore a quello della crescita economica». E ha confermato l’eliminazione dell’Imu agricola e dell’Irap agricola.

«Faremo intervento su bimbi poveri»
Quanto alle attese misure di contrasto alla povertà, il premier ha ricordato che «ci sono un milione di bambini sotto il livello di povertà». E ha annunciato che per la prima volta il governo farà un intervento ad hoc per i bambini sotto la soglia di povertà».

«Aumento gettito fiscale grazie a lotta evasione»
Niente sconti sull’evasione fiscale. «Bisogna lottare sempre di più contro l’evasione fiscale perché pagare meno impone che si paghi tutti ed i dati parlano di un aumento del gettito fiscale superiore. Incrociando i dati finalmente possiamo avere più soldi come gettito» ha aggiunto Renzi a Verona, sottolineando che la «lotta all’evasione non si fa giocando a guardia e ladri» ma utilizzando la tecnologia per l’incrocio dei dati e anche grazie alla possibilità di fare la dichiarazione dei redditi on line.

«Italia leader nel mondo,ognuno faccia la sua parte»
Renzi è ritornato sui suoi cavalli di battaglia. A partire dalla necessità di liberare le energie del Paese, per recuperare la leadership perduta. «L’Italia è in condizione di essere leader nel mondo, noi la nostra parte la stiamo facendo ma l’Italia si salva solo se la salvano gli italiani e non è vero che dipende dall’esterno. Il destino è nelle nostre mani» ha detto il premier. Parlando dal palco a Verona, il premier ha elencato le riforme del governo, dal jobs act alla legge elettorale, dalla scuola alla riforma del Senato che «un anno fa ci dicevano non saremmo mai riusciti a fare perchè la politica non era in grado di cambiare fino in fondo le cose»

«Non riduco livello democrazia ma politici»
Per il presidente del consiglio la riforma costituzionale vuol dire «un paese più semplice» e con “meno politici a tempo pieno». Con la chiusa finale: «Non voglio ridurre livello della democrazia ma il numero di chi fa politica»

«Facciamo il contrario di quello che propone Salvini»
Nell’intervento di Renzi non è mancata una stoccata al leader della Lega. «Salvini vuole fare uno sciopero di tre giorni per bloccare l’Italia, il governo ha una proposta esattamente contraria» ha detto il presidente del consiglio. E ha chiosato, citando le date dell’iniziativa del leader della Lega Matteo Salvini:«Il 6, 7 e 8 novembre, e tutti i giorni dell’anno, l’Italia faccia esattamente il contrario, anche se vi sta antipatico Renzi, ma perchè sta a cuore l’Italia».

Il Sole 24 Ore