Renzi, pronto il piano per la crescita Ue

MATTEO RENZI

ROMA Un nuovo pacchetto di riforme da presentare in due corposissimi consigli dei ministri, il 6 e il 13 giugno, in modo da presentarsi all’appuntamento di fine giugno, con le carte in regola, al Consiglio Europeo che dovrà decidere nomine e agenda. All’appuntamento con Bruxelles e i Ventisette colleghi, Renzi intende arrivare anche con un pacchetto di proposte perché, come ha sostenuto nei giorni scorsi, «prima di parlare di nomine e poltrone anche in Europa occorre privilegiare i contenuti».
RIPRESA
E’ per questo che il presidente del Consiglio ha chiesto ai ministri di mettere a punto non solo le cose da fare nelle prossime settimane, ma anche un piano di proposte in chiave europea. Gli ”appunti per l’Europa” di ciascun ministro serviranno a comporre una sorta di piano d’azione sul quale Renzi intende far convergere i leader delle principali cancellerie cominciando da quelle francese e inglese. Si tratta in sostanza di una sorta di programma tutto incentrato sulla crescita e su una decisa ripresa dell’industrializzazione dell’Europa che sia in grado di rispondere alla piaga della disoccupazione. Un modo per ufficializzare il taglio netto con le politiche impostate unicamente sull’austerità e una chiara indicazione per politiche espansive in grado di riavvicinare l’Europa ai cittadini e arginare il dilagante consenso che raccolgono i partiti euroscettici. In sostanza Renzi prova a ripetere a Bruxelles la ricetta tutta italiana che solo una settimana fa gli ha permesso di battere i pentastellati. Ovvero spingere il Consiglio a condividere un pacchetto di interventi da affidare al nuovo presidente della Commissione Europea e sul quale i presidenti di turno dell’Unione dovranno sovrintendere.
In un’apposita riunione con tutti i ministri Renzi intende mettere in fila priorità e richieste che daranno anche sostanza al semestre di presidenza europea dell’Unione che Renzi inizierà il 2 luglio parlando al parlamento di Strasburgo. L’appuntamento servirà anche per ottenere dagli alleati il via libera ad una serie di riforme, a cominciare da quella della pubblica amministrazione, non facili da sostenere.
SEGNALI
«Andiamo avanti con focus group, che guardano a obiettivi semplici e immediati». Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, spiega così il via vai di ministri che c’è da due giorni a palazzo Chigi. Il cronoprogramma che dovrà dare i tempi alla seconda fase avrà come punto centrale una strategia tutta tesa al rilancio della politica industriale. Le crisi industriali, da quella dell’Ilva a quella di Bagnoli e di Alitalia e le preoccupazioni espresse ieri dal Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, sono per Renzi la conferma che «non c’è tempo da perdere» anche per cercare di intercettare i segnali di crescita che in Italia sono più flebili che altrove.
Al Consiglio del ministri di venerdì prossimo verrà dato via libera alla riforma della giustizia, compresi i poteri del commissario Cantone, e alla riforma del ministro dell’Agricoltura Martina denominata ”Campo Libero”. La settimana successiva un ”menù ancor più corposo con la riforma della pubblica amministrazione del ministro Madia e i provvedimenti per favorire la competitività della collega Guidi. Il tutto per tentare di innescare una ripresa più rapida del Paese ridando fiducia e certezze agli investitori stranieri. Non a caso, in mezzo ai due consigli dei ministri, Renzi volerà in Cina, in Vietnam e poi in Kazakistan per incontrare non solo i leader dei rispettivi paesi ma anche investitori ed imprenditori.

IL MESSAGGERO