Renzi promosso da Angela Promessa alla Merkel: rispetteremo il patto di stabilità

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BERLINO «Sono rimasta impressionata, si tratta di un cambiamento strutturale». La cancelliera tedesca Angela Merkel lo ha detto subito, mettendo in chiaro che l’Italia ha rimandato per troppo tempo le riforme strutturali e che quelle che Renzi ha portato con sé a Berlino, in particolar modo il Jobs Act, «vanno nella direzione giusta». Ma è tornata anche a ribadire che sulle regole non si transige. E del resto «se l’Italia ha detto che rispetterà il patto di stabilità non vedo perché dovrei dubitarne».
Renzi incassa dunque l’appoggio sul suo pacchetto di riforme, non solo dalla Merkel ma anche dal falcoWolfang Schaeuble. Il ministro delle Finanze tedesco vede bene il salto in avanti dell’ex sindaco ma mette in guardia da rinvii sul consolidamento delle finanze statali. Lui, il premier, è soddisfatto: preme sull’acceleratore e assicura che l’incontro con la cancelliera («che in questi anni è stata descritta male, ma non è un nemico») è stato un’occasione per presentare riforme «ambiziose e coraggiose». Che l’Italia intende mettere in campo «misure irreversibili di cambiamento», anche sul modello tedesco, non interventi «una tantum» ma riforme strutturali che «puntano in alto» e sono necessarie «subito», anche se l’orizzonte è il 2018. E ripete che Roma rispetterà tutti gli impegni e non intende sforare i parametri Ue, ma non perché lo chiede l’Europa: «L’Italia deve smettere di pensare che le riforme vanno fatte perché ce lo chiede Bruxelles o Berlino o altre capitali. Le facciamo perché sono giuste per noi». E le facciamo «subito». E ancora: «L’Ue non è la causa ma la soluzione dei problemi. Quei partiti che lo dicono sbagliano».
Musica per le orecchie di Angela Merkel alla vigilia di elezioni europee nelle quali rischiano di trionfare i partiti populisti. E per questo il premier aggiunge anche che sul lavoro le regole rigide hanno fallito. Ed è arrivato il momento di «cambiare le regole del gioco, come una squadra che perde per cinque anni tutte le partite: è chiaro che deve cambiare qualcosa, ma l’Italia rispetterà le regole». Chi ha partecipato agli incontri parla di un’atmosfera «eccellente», subito alleggerita dal regalo di Renzi, che si è presentato con la maglia della punta della Fiorentina, il tedesco Gomez. E di «grande interesse» per le riforme italiane durante un vertice che ha visto confrontarsi anche sei ministri dei due governi sui diversi dossier e si è chiuso con una cena alla quale hanno partecipato anche i vertici di Confindustria, Enel e Generali.
Perché Italia e Germania, come ha detto Renzi a fine giornata, puntano a realizzare un «nuovo rinascimento industriale europeo».

L’Unione Sarda