Renzi: presto una legge sulle nozze gay

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BOLOGNA Poiché l’ottimismo continua a essere il suo mantra, Matteo Renzi si concede un tour emiliano in tre aziende che vanno a gonfie vele. Palcoscenico ideale per ripetere che «se smettiamo di litigare l’Italia in venti anni torna a essere un leader mondiale». Per non litigare coi sindaci che sono venuti ad ascoltarlo a Medolla – uno dei paesi colpiti dal terremoto del 2012 – promette che il patto di stabilità, quello che impedisce ai Comuni di spendere i soldi che hanno in cassa, verrà ridotto «e se ci riusciamo lo cancelleremo del tutto. Significherebbe dare il 75 per cento di risorse in più».

TASSA COMUNALE UNICA
Se fosse davvero così, sarebbe una grande notizia per i Municipi di tutta Italia, specie quelli con i conti in ordine. Bisogna però aspettare la legge di stabilità che, a sentire Renzi, avrà pure altre sorprese: «Verrà istituita un’unica tassa comunale, cancellando tutti quei tributi complicati che ogni anno cambiano nome. I sindaci gestiranno i tributi in toto, senza doverli dividere con lo Stato». Sorride al suo fianco Stefano Bonaccini, candidato del Pd per le prossime elezioni regionali emiliane che inaugura la campagna elettorale col supporto del premier.
A una quarantina di chilometri da Medolla c’è la sede italiana della Philip Morris, colosso mondiale del tabacco che alle porte di Bologna sta per costruire un nuovo stabilimento per la produzione di sigarette a basso rischio per la salute. «Una rivoluzione che comincia proprio da qui» dice il numero uno della multinazionale. Questo è il giorno in cui viene messa la prima pietra: «E fra diciotto mesi torneremo per l’inaugurazione dello stabilimento» dice Renzi. Fra gli ospiti c’è pure Romano Prodi, e ci sono tre ministri: Martina, Guidi e Galletti.
UNA LEGGE PER LE NOZZE GAY

La nuova fabbrica darà lavoro a 600 persone, e Renzi gongola poiché le aziende straniere che investono in Italia sono ciò che va cercando. «Dobbiamo rimuovere gli ostacoli che frenano la crescita» dice «e se non ci riusciremo sarà solo colpa nostra». Di ostacoli da rimuovere ce ne sono tanti, a sentir lui: «Compresi i blocchi burocratici che impediscono di far partire le opere pubbliche. Come dice Napolitano, di lavoro da fare ce n’è tanto: dalla pubblica amministrazione alla delega fiscale». E visto che l’elenco è lungo una parola sulla caso delle nozze gay non manca: «Faremo una legge ad hoc».
Come accade da qualche tempo a questa parte, ci sono ad aspettarlo anche i contestatori. Quelli della Fiom, soprattutto, che alzano slogan contro il Jobs Act. «Parlo tutti i giorni con Landini, cosa volete di più?» manda a dire. E a Medolla, replicando a una voce di dissenso dalla platea, ne ha pure per i grillini: «Noi non veniamo a disturbarvi al Circo Massimo. Lasciateci parlare e poi magari ci beviamo insieme un bicchiere di lambrusco».

IL MESSAGGERO