Renzi: pensioni, per il momento nessun prelievo E l’Europa cambi

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ROMA Confronto vivace di Matteo Renzi anche con Bruno Vespa, che non ha escluso scommesse con il conduttore di Porta a Porta. Nella trasmissione il premier torna sui punti salienti e già noti del suo programma, aggiungendo particolari di tutto rilievo come la preventiva archiviazione dell’idea del revisore della spesa Cottarelli di tassare le pensioni sopra i 2.000 euro. «’Sta cosa non c’è – afferma Renzi – per Cottarelli forse, ma non per il governo. Escludo che i pensionati siano chiamati a dare un contributo. Per loro non cambia niente. Non prendono di più e non danno di più – ribadisce – a meno che non prendano cifre come ottomila euro al mese». A seguire «l’esclusione – da parte del premier – di far ricorso a patrimoniali».
SIPARIETTO
Quanto all’annunciata prima manovra «di equità e giustizia sociale» che dovrebbe portare nella busta paga dei lavoratori dipendenti, co. co. pro. compresi, circa 80 euro netti, Renzi, dopo aver affermato che i soldi per l’operazione «ci sono tutti», proclama di volerci ”mettere la faccia“: «Se il 27 maggio i soldi non arrivano, vuol dire che Matteo Renzi è un buffone». E, sempre in tema di scadenze, delle promesse del governo, tra Renzi e Vespa si apre un siparietto. Il conduttore di Porta a Porta è scettico sul pagamento entro l’estate dei debiti della Pubblica amministrazione alle aziende, dicendosi in tal caso disposto ad «andare in pellegrinaggio…». «Fermo lì», lo interrompe Renzi, che memore della famosa performance di Berlusconi, osserva che «non porta bene stipulare contratti in questo studio», ma che tuttavia raccoglie la sfida: «Se il 21 settembre, San Matteo e ultimo giorno d’estate, abbiamo sbloccato tutti i debiti della P.A. lei va in pellegrinaggio a piedi da Firenze al santuario di Monte Senario (20 Km ndr)». Il premier si rammarica inoltre di non poterlo fare prima perché si tratta di «un disegno di legge e non di un decreto».
Il nuovo esecutivo, si sa, è sotto la lente della Ue. Da Bruxelles si tiene ancora aperta la questione dei ”compiti a casa“ del nostro Paese e Renzi annuncia senza complessi: «L’Italia terrà i conti in ordine e farà le riforme che l’Europa attende, ma poi andrà a Bruxelles a chiedere di cambiare le regole del gioco. Basta col patto di stupidità». Osserva ancora il premier: «L’Europa ha bisogno dell’Italia più di quanto noi si abbia bisogno di loro. Questa cosa me l’ha spiegata la signora Merkel: senza di noi l’Europa è molto più debole. Noi siamo contribuenti attivi della Ue».
CONTI IN ORDINE
L’argomento soldi e della copertura dei tagli alle tasse torna spesso nel corso della trasmissione. Renzi spiega che i 7 miliardi da impiegare quest’anno stanno «nei documenti della spending review di Cottarelli. Lui temeva che per la cifra eccedente i tre miliardi da egli stesso individuati, non ci fosse la volontà politica di produrre quei risparmi di spesa. Ma io ho verificato voce per voce. Lui dice tre per prudenza, ma, al momento opportuno, quando si definiranno tutte le voci, saremo conseguenti e tra spending review, taglio degli stipendi dei manager pubblici e risparmi derivati dal calo dello spread, i conti torneranno».
Sulla legge elettorale appena licenziata dalla Camera, Renzi ritiene possibile ritoccarla al Senato: «Io, Berlusconi e Alfano ci dobbiamo guardare negli occhi e chiederci se non la si possa migliorare un po’. Qualche passo avanti si può fare, ma – conclude il premier – dire che sia peggio del porcellum significa aver mangiato male».