Renzi: non va bene “se Angela chiama Hollande e poi Juncker e io vengo a saperlo dalla stampa”

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Il premier Renzi ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Faz, in edicola domani mattina, alla vigilia dell’incontro con la cancelliera Angela Merkel. “Come sanno tutti, apprezzo molto Angela. L’ho conosciuta prima di diventare presidente del consiglio – ricorda – e già le presentai allora il piano di riforme necessario”. “Ora posso riferire a Berlino i passi fatti avanti – aggiunge – Ho consegnato, e posso parlare oggi da un’altra posizione, anche sulle divergenze”. Prima fra tutte “il comportamento della Germania che inizia ogni summit europeo innanzitutto con un bilaterale con la Francia”. “Se per esempio – spiega – si cerca una strategia complessiva per la soluzione dei profughi, non può bastare se Angela prima chiama Hollande e poi chiama il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, e io apprendo del risultato sulla stampa”. L’Europa, spiega il premier, soprattutto su emergenze come quella dell’immigrazione, deve lavorare compatta, serve unità. Alla domanda su cosa lo accomuni con Merkel, Renzi risponde: “Vediamo entrambi il pericolo che l’Europa si perda al punto che restino solo rovine come quelle dei Maya, per dirla con una riflessione di Angela espressa all’Expo di Milano”. Poi Renzi ribadisce che “senza crescita consegniamo l’intera Ue ai populisti, come abbiamo già dovuto vedere in Polonia, Grecia, Portogallo, Danimarca e adesso anche in Spagna”. “Da un lato io voglio saper rispettate le regole di bilancio di Maastricht, ridurre il debito, ma con una flessibilità tale da non impedire la crescita”, continua il premier. “E questo lo vorrei non solo per l’Italia – aggiunge – ma per tutta l’Europa per levare dappertutto gli argomenti ai populisti”. Nell’intervista al quotidiano tedesco il premier parla anche dell’impegno dell’Italia per la pacificazione della Libia. “Un sostegno militare – ha detto – può esserci solo di fronte alla richiesta di un governo libico riconosciuto dal diritto internazionale”. “Fondamentalmente siamo pronti a ogni aiuto – spiega – non possiamo permettere che un Paese a poche miglia marittime dall’Europa resti così diviso e disegnato dal terrore”. L’Italia agirebbe al fianco degli altri? “Non credo che l’Italia rimarrebbe sola in un impegno militare. Farebbe la sua parte in una operazione internazionale”. Per quanto riguarda il problema dell’immigrazione “dobbiamo controllare meglio le frontiere dell’Ue. I profughi che vengono dai paesi in guerra vanno salvati, ma quelli che vengono da altri paesi devono essere mandati indietro”. Al richiamo spesso fatto all’Italia di non registrare i migranti, Renzi risponde: “Era così. Ma al momento abbiamo gli hotspot in Sicilia, e ne allestiamo un altro nel nordovest. I migranti saranno tutti registrati, il 100%, con le loro impronte digitali” e sempre più con rilievi fotografici che poi finiscono nei database internazionali.

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