Renzi non cede su riforme: ok dialogo ma si è già mediato

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Se ostruzionismo deve essere, lo si affronterà: Vorrà dire che si lavorerà anche di sabato e di domanica… Matteo Renzi non fa una piega di fronte ai 7mila e oltre emendamenti piovuti sul ddl di riforma costituzionale, convinto che il clima nel Paese sia più che favorevole al suo progetto tanto da ragionare con i suoi collaboratori sul vantaggio che l’ostruzionismo delle opposizioni porterà al governo: Non capiscono che ogni giorno di ostruzionismo in più è un’ulteriore iniezione di consenso nel Paese per il governo.

Quel che è certo, è che il tempo della mediazione sull’impianto del testo appare finito. Certo, sono stati i ragionamenti a palazzo Chigi, ci si confronta e si dialoga, ma al tempo stesso si va avanti veloci per portare a casa il risultato, fino all’ultimo giorno utile. Tanto più che la riforma è già frutto di mediazioni. Un punto, quello sottolineato da Renzi, su cui è arrivato anche l’assist di Giorgio Napolitano, che ha osservato come “è stato recepito un gran numero di sollecitazioni critiche ed emendamenti. Non c’è stata improvvisazione nè improvvida frettolosità”.

E non sarà certo l’ostruzionismo a far cedere il premier, alle prese – come da tweet emesso nel pomeriggio – con il programma ambizioso delle riforme dei millegiorni: Dobbiamo cambiare giustizia, fisco, infrastrutture. Queste per Renzi sono le priorità del governo. E dunque, dice ai suoi, non possiamo certo impaurirci per l’ostruzionismo.

Così come non ha fatto paura la minaccia che Renato Brunetta – come riporta il grillino Di Battista – avrebbe rivolto al ministro Boschi di non votare le riforme se il Pd avesse dato l’ok all’arresto di Galan. Una minaccia che il Pd e il governo hanno valutato seriamente, a dimostrazione – è il ragionamento a Largo del Nazareno – che sta ripartendo in Forza Italia la lotta interna tra falchi e colombe. Ma proprio per questo si è valutato inaccettabile il “ricatto”: “Se il piano è quello di un do ut des tra riforme e Galan non c’è il minimo dubbio”.

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