Renzi: «Non aumento le tasse Lotta digitale all’evasione fiscale»

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Nessun aumento di tasse e lotta informatica all’evasione fiscale. Matteo Renzi mette anche questo tra le sue priorità. E’ lui stesso ad annunciarlo nella bnreve risposta ad un follower, Renato Martini, che via Twitter gli chiedeva quali fossero le intenzioni dell’esecutivo in materia. Renzi spiega di non volere aumentare il prelievo fiscale e di volere combattere l’evasione «anche attraverso innovazione digitali e incrocio dei dati». Aggiungendo che se ne parlerà presto. Lo stesso Martini ha poi replicato lasciando intendere di essere abbastanza soddisfatto della risposta: «Ok, ti do un’altra chance, con la tassa sulle rendite stavi per perdermi. Fai qualcosa di forte, abbi coraggio».

L’incontro con Van Rompuy

Per il capo di Palazzo Chigi, però, oggi è un’altra giornata di taglio europeo. A Bruxelles il capo del governo ha incontrato il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, in un faccia a faccia di mezzora a margine del vertice europeo. Lo staff di Renzi parla di incontro positivo e di grande attenzione al programma di riforme annunciate dall’esecutivo, in particolare quelle sul lavoro. Nessun commento ufficiale è invece arrivato dallo stesso Van Rompuy o dal suo entourage. Proprio ieri Van Rompuy era stato protagonista dello scambio di «sorrisetti» con il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, che era stato visto da più parti come una replica degli sguardi maliziosi con cui Merkel e Sarkozy avevano a suo tempo glissato ad una domanda dei cronisti su Silvio Berlusconi.

L’endoresment di Schulz

Un endorsement per il capo del governo italiano arriva intanto da Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo e candidato del Pse per la presidenza dell’Unione. «Sono d’accordo con Matteo Renzi nel dire che abbiamo bisogno di una filosofia e di una strategia della crescita ha commentato a margine di un convegno sul razzismo a Torino -. Se non c’è crescita in Italia non ci sarà crescita in Europa e viceversa». E ancora: «Penso che il primo ministro abbia ragione a considerare gli investimenti una cosa diversa dall’ indebitamento. Abbiamo i criteri di Maastricht, che sono parte integrante del Trattato, che devono essere rispettati, e il primo ministro Renzi non dubita di questo, ma è chiaro che dobbiamo utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per creare crescita e occupazione».

 

Corriere della Sera