Renzi: «Mi piacerebbe arrivare a un sindacato unico»

Matteo Renzi press conference, Rome

«Mi piacerebbe arrivare un giorno al sindacato unico, ad una legge sulla rappresentanza sindacale e non più a sigle su sigle su sigle». Lo ha detto il premier Matteo Renzi a Bersaglio Mobile su La7.

Renzi ha continuato così a parlare dei sindacati: «Io cattivo con loro? Così mi dipingono. Ma per la prima volta il governo fa diminuire i precari. Poi questo è un governo antipatico, il premier non capisce niente… va bene, ma per la prima volta i precari diminuiscono» anche se «qualcuno dice che è un regalo ai padroni. Non è un regalo: è un diritto aver le ferie, la malattia, la maternità. E a chi viveva di rendita crolla il pavimento sotto i piedi».

Poi Renzi, nell’annunciare la sua visita allo stabilimento della Fiat di Melfi, in Basilicata ha tirato una “frecciata” a Landini: «Sergio Marchionne è la dimostrazione che la scommessa del sud di Landini è una sconfitta. Marchionne dal punto di vista del sindacato vince 3 a zero e Landini si butta in politica».

«Possiamo avere tanti difetti ma ci stiamo provando, se ce la mettiamo tutta il Paese riparte davvero», ha continuato il premier, ribadendo con forza la volontà di cambiare l’Italia: «ci credevo davvero al patto sulle riforme con il Cavaliere. Che poi è colui che dà la colpa agli altri dei tanti problemi dopo aver governato per 20 anni». Il premier ha chiesto poi una campagna elettorale normale dove, «quando si va al voto, si smetta di insultarci».

Nella riforma della scuola «abbiamo rinunciato alla proposta del 5 per mille, una cosa che ritenevo sacrosanta», ha specificato ancora il presidente del Consiglio, che poi ha affrontato la questione delle elezioni in Liguria: «La sinistra tafazzianamente pur di perdere fa vincere Berlusconi, do you remember Bertinotti e Vendola? In Liguria il candidato di Berlusconi può tornare a sperare a causa delle divisioni della sinistra. Perdere le primarie fa male, e io ne so qualcosa, ma in Liguria Cofferati dopo averle perse se ne è andato con il pallone», ha aggiunto, sottolineando che l’ex segretario della Cgil non ha ammesso di aver perso le primarie vinte da Paita, sancendo così la divisione della sinistra.

IL MESSAGGERO