Renzi: l’Italia deve cambiare io non mollo.

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La musica deve cambiare, sulle riforme il governo non molla. Renzi lo dice al Tg2 rispondendo all’intervista di Grasso in cui chiede un Senato elettivo. “Capisco le resistenze di tutti, ma la musica deve cambiare. I politici devono capire che se per anni hanno chiesto di fare sacrifici alle famiglie ora i sacrifici li devono fare loro”. “Ecco perché – continua Renzi – diciamo via le province, ecco perché la nuova riforma elettorale, ecco perché domani il governo presenterà il ddl costituzionale che dice basta al Senato che conosciamo adesso. E quindi riduzione del numero dei parlamentari, il più alto d’ Europa, semplificazione del processo legislativo e dei poteri tra le Regioni e lo Stato”.

“Il vero modo per difendere il Senato non è una battaglia conservatrice, ma difendere le riforme che stiamo portando avanti”, ha spiegato Renzi. “Mai più bicameralismo perfetto”, ha spiegato Renzi replicando a Grasso. “Il modello che proponiamo rispetta la Costituzione”, assicura. “La nostra proposta – aggiunge – dice basta con il Senato come lo conosciamo adesso” e porta alla “semplificazione del processo legislativo”.

“C’è massimo rispetto nei confronti del presidente Grasso ma abbiamo preso un impegno nei confronti dei cittadini che hanno diritto al cambiamento. E’ ora di cambiare pagina”: ha spiegato il premier al Tg2. “Lo so, queste cose creano polemiche e tensioni, qualcuno si tira indietro” afferma Renzi che ripete: “il punto centrale è che su questa linea il governo non molla. Ridare credibilità alle istituzioni e alla politica passa dal fare un pò di sacrifici per i politici. Altrimenti si continua così…”.

“Senato non più elettivo, altrimenti sarebbe una presa in giro nei confronti degli italiani”, per il premier Renzi che al Tg2 ha risposto al presidente del Senato che propone di lasciare la Camera Alta eletta dal popolo. “C’è massimo rispetto nei confronti del presidente Grasso ma abbiamo preso un impegno nei confronti dei cittadini che hanno diritto al cambiamento. E’ ora di cambiare pagina”.

”Nessuno parla di abolire il Senato. Al posto di Renzi farei quello che sta facendo lui, lavorando con tutte le mie forze per superare il bicameralismo perfetto, diminuire il numero dei parlamentari, semplificare l’iter legislativo”, ma il Senato dovrebbe avere anche ”componenti eletti dai cittadini”. Lo afferma il presidente del Senato Pietro Grasso in un’intervista a Repubblica dove avverte: ”Con un ampio premio di maggioranza e una sola Camera politica, il rischio è che possano saltare gli equilibri costituzionali e ridursi gli spazi di democrazia diretta”. Il ddl del governo sulla riforma è atteso per lunedì, quando il testo dovrebbe passare sul tavolo del Consiglio dei ministri.

L’ipotesi, formulata da Grasso, di ”almeno un centinaio di senatori eletti a cui sono delegate funzioni legislative e di controllo di rilievo”, è riportata anche dall’ Unità, che riferisce di un incontro a palazzo Giustiniani, una decina di giorni fa, tra il presidente del Senato e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

“Immagino un Senato composto da senatori eletti dai cittadini contestualmente alle elezioni dei consigli regionali, e una quota di partecipazione dei consiglieri regionali eletti all’ interno degli stessi consigli”, dice Grasso. ”Per rendere più stretto il coordinamento tra il Senato così composto e le autonomie locali, prevederei la possibilità di partecipazione, senza diritto di voto, dei presidenti delle Regioni e dei sindaci delle aree metropolitane”.

Il Senato, il cui nome deve essere mantenuto perché è ”una parola italiana usata in tutto il mondo”, nella visione di Grasso con Repubblica ”non dà la fiducia, non si occupa di leggi attuative del programma di governo, né di leggi finanziarie e di bilancio”. Palazzo Madama, ”oltre a tutte le questioni di interesse territoriale”, dovrebbe occuparsi ”delle leggi costituzionali o di revisione costituzionale, di legge elettorale, ratifica dei trattati internazionali, di leggi che riguardano i diritti fondamentali della persona”. Per Grasso ”una Camera prettamente ed esclusivamente politica deve essere bilanciata da un Senato di garanzia, con funzioni ispettive, di inchiesta e di controllo, anche sull’attuazione delle leggi”. ”Chiaramente il Senato dovrà partecipare, in materia determinante, ai processi decisionali dell’Unione Europea, sia in fase preventiva che attuativa”.

Sui costi, ”diminuendo di un terzo il numero dei parlamentari tra Camera e Senato, e riducendo le indennità, si otterrebbe un risparmio ben superiore a quello che risulterebbe, dalla sostituzione dei senatori”, afferma Grasso. Nell’intervista il presidente del Senato commenta la possibilità di una sua elezione al Quirinale. ”Non scherziamo”, dice. ”Sto lavorando per rendere più efficiente il Senato. Da fuori mi vedono come l’ultimo imperatore, io mi sento piuttosto l’ultimo dei mohicani”.