Renzi fa il duro con FI: «Non voglio ultimatum»

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«Non accetto ultimatum da Brunetta». Alta tensione tra Pd e FI sulle riforme, col premier Matteo Renzi che risponde stizzito alle parole del capogruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta che lo aveva invitato a rispettare i patti.

Renzi si concede un piccolo break dal lavoro con un’incursione in una libreria vicina a Palazzo Chigi e tuona: «Non accettiamo gli ultimatum di nessuno. Men che mai di Renato Brunetta». Il presidente del Consiglio respinge così al mittente l’aut aut del presidente dei deputati di FI. «Renzi mantenga gli impegni sull’Italicum prima di Pasqua e per noi si potrà andare avanti – aveva intimato Brunetta a inizio giornata – Se invece non è in grado il patto salta e Renzi ne dovrà trarre le conseguenze su tutta la sua presenza di governo».

Ma se il discorso viene impostato in questi termini per il premier-segretario il patto del Nazareno siglato lo scorso 18 gennaio con Silvio Berlusconi può benissimo saltare. Renzi è stufo di raggiungere accordi con Verdini – che sa tentando un’ultima mediazione – poi disattesi da FI ed è convinto di avere i numeri per approvare al Senato le riforme di Senato e Titolo V e l’Italicum. «Se decidono di stare al gioco delle riforme ci stiamo. Se vogliono sfilarsi ce lo dicano – chiarisce il presidente del Consiglio – Le questioni interne a FI se le risolveranno. Abbiamo grande rispetto per la loro discussione. Ma no a ultimatum», rimarca con un chiaro riferimento alle dinamiche in un partito che fa i conti con una settimana fatidica per la «agibilità politica» del suo leader. Renzi non viene però meno al suo ottimismo e assicura ai cronisti: «Ce la facciamo, ce la facciamo» riferendosi proprio ai numeri al Senato per approvare le riforme. Renzi dice che non è in agenda – anche se non lo esclude esplicitamente – un nuovo incontro con Berlusconi prima di giovedì – quand’è atteso il verdetto del Tribunale di Milano su affidamento ai servizi sociali o arresti domiciliari per il Cav – e sulla partita delle riforme trova un alleato per certi versi inatteso, Angelino Alfano. Il leader del Nuovo Centrodestra prende le distanze dal suo ex leader e usa toni severi e conferma la linea del governo: «Noi siamo lanciati a fare le riforme: rivedere il Senato, diminuire le tasse, riformare le istituzioni. Sarebbe bene che ciò avvenisse con il consenso di Forza Italia: ciò è auspicabile, ma non necessario».

Ma Brunetta rincara la dose: se l’Italicum non verrà approvato entro Pasqua vuol dire che «Renzi non è in grado di mantenere gli impegni presi e non ha la maggioranza nei suoi gruppi parlamentari. Gli imbrogli e le chiacchiere saranno a zero». Poi attacca il ministro delle Riforme: «Quella della Boschi è o no una provocazione? Non siamo mica D’Alema noi. Se non ha i numeri al Senato è inutile millantare». Un riferimento al fallimento della Bicamerale scatena la reazione dei renziani Matteo Richetti e Dario Nardella: «Sulle riforme Renzi non farà quella fine».

IL TEMPO