Renzi e Padoan difendono il Def: ‘Vedremo chi ha ragione’

Matteo Renzi press conference, Rome

“Essendo previsioni glielo dico tra un anno chi ha ragione, l’ultimo anno siamo stati più prudenti della realtà ed è andata meglio. E comunque stiamo parlando di decimali di differenza e tutte le volte in questo periodo arriva puntuale la stessa solfa, come le occupazioni studentesche, la polemica sulle coperture. Per il momento si sono sempre trovate”. Così Matteo Renzi, a Radio Capital, sulle critiche al Def.
“La crescita è ripartita ma come per una macchina il freno a mano è ancora tirato”, ha spiegato Renzi affermando che per sbloccare la crescita devono ripartire gli investimenti.

“Il Pil programmatico non è una scommessa. E’ la stima dell’effetto che la manovra produce sul prodotto”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, in audizione in Parlamento sulla Nota al Def rispondendo indirettamente alle valutazioni espresse ieri da Bankitalia. La crescita – ha detto – ”è ambiziosa ma realizzabile”.

“L’1% di Pil nel 2017 è un “obiettivo ottimistico secondo alcuni, ambizioso secondo altri, anche se realizzabile. Anche noi consideriamo che questo obiettivo sia ambizioso perché abbiamo il dovere di esserlo. Questa ambizione è sostenuta da una manovra che dà un boost, una spinta alla crescita”. Ha sottolineato il ministro dell’Economia, rispondendo alle critiche sollevate alla Nota al Def. “La manovra – ha aggiunto – è costruita con la cura spesso invocata dal presidente della Bce e che ieri è stata richiamata durante l’audizione della Banca d’Italia”.

“Il governo conferma il suo quadro programmatico all’1% e lo fa sulla base della consapevolezza che questo risultato” viene dalla “valutazione dell’impatto delle misure” della prossima manovra “sul tasso di crescita”.  “E’ implicito che nel caso dell’Upb tutte queste informazioni non erano disponibili, ma è chiaro che ci sono margini per chiudere il gap tra le previsioni”.

“Il saldo di bilancio corretto per gli effetti del ciclo economico nel 2017 viene stimato sullo stesso livello del 2016 (1,2%) ed è in linea con un percorso di consolidamento delle finanze pubbliche”. Padoan ha ricordato che “la diminuzione dell’indebitamento netto, avviata nel 2014, si conferma anche nel 2017. Il deficit – ha sottolineato – scende”.

La strategia del governo “contempera il sostegno alla crescita e il consolidamento dei conti pubblici”, mantenendo “massima l’attenzione alla sostenibilità del debito nel medio e lungo periodo”. Padoan ha spiegato che “resta ferma l’intenzione del governo di proseguire con il programma di dismissioni del patrimonio immobiliare e di privatizzazioni, frenato quest’anno dalle condizioni di elevata volatilità dei mercati”.

“L’approccio del governo sia nei confronti delle istituzioni italiane che di quelle internazionali è sempre di dialogo, non c’è nessun braccio di ferro”. “Non c’è piano B con la Commissione, con la Commissione c’è dialogo”, ha precisato parlando del rapporto con l’Ue.

“Un conto è una sovrastima un conto è l’ottimismo in un range di stime, non ci sono sovrastime nel Def”. In una fase “di interessi zero e in vicinanza della deflazione facciamo fatica a stimare i moltiplicatori. Siamo molto sicuri che siano sottostimati ma ci potrebbero essere sorprese positive”.

Il ministro ha evidenziato però che “il recupero dei livelli pre-crisi si sta rivelando più lento di quanto desiderabile” perché il ritmo della ripresa “riflette il rallentamento dell’economia globale ed europea insieme all’insufficiente azione di riforma dell’economia italiana negli anni precedenti la crisi”. Inoltre “anche le riforme implementate richiedono tempo per dispiegare appieno il loro effetto”. “La manovra – ha chiarito – è costruita con la cura spesso invocata dal presidente della Bce e che ieri è stata richiamata durante l’audizione della Banca d’Italia“.

Padoan ha poi chiarito che “il saldo di bilancio corretto per gli effetti del ciclo economico nel 2017 viene stimato sullo stesso livello del 2016 (1,2%) ed è in linea con un percorso di consolidamento delle finanze pubbliche”, ricordando che “la diminuzione dell’indebitamento netto, avviata nel 2014, si conferma anche nel 2017” e “il deficit scende”.

La strategia del governo, ha aggiunto, “contempera il sostegno alla crescita e il consolidamento dei conti pubblici”, mantenendo “massima l’attenzione alla sostenibilità del debito nel medio e lungo periodo. Resta ferma l’intenzione di proseguire con il programma di dismissioni del patrimonio immobiliare e di privatizzazioni, frenato quest’anno dalle condizioni di elevata volatilità dei mercati”.

ANSA