Renzi e la Brexit: “Il voto inglese pesa come un macigno sull’Ue, ora serve una svolta”

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Le difficoltà che ha sprigionato la Brexit sull’Europa continentale possono essere agevolmente riassunte da questa dichiarazione di Matteo Renzi: “Il voto inglese pesa come un macigno nella storia dell’Unione europea”. I ministri degli Esteri degli Stati membri dell’Unione europea si sono incontrati a Varsavia oggi pomeriggio, mentre il presidente del Consiglio italiano ha avuto questa mattina un colloquio telefonico con il segretario di Stato americano, John Kerry, che oggi sarà a Bruxelles per vedere l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini, e il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. C’è molto fermento dalle parti di Bruxelles e lo stesso Renzi, prima di volare a Berlino per l’incontro con Angela Merkel e Francois Hollande e il presidente dell’Unione europea, Donald Tusk, parla in Senato e poi alla Camera. Rende noto quali richieste l’Italia presenterà al summit di questo pomeriggio e al Consiglio europeo di domani. Intanto Jean-Claude Junker, presidente della Commissione europea, fa sapere che non parteciperà al vertice di Berlino. Si è espresso con durezza contro la Brexit e con altrettanta severità ha replicato all’invito della Merkel. Morale: non andrà in Germania perché, da quanto si apprende, avrebbe preferito che la Brexit venisse gestita dalle istituzioni europee e non da un vertice intergovernativo.

Vertice a Berlino Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi, riuniti a Berlino, sono d’accordo nel non aprire colloqui formali o informali con Londra sulla Brexit prima che la Gran Bretagna presenti formale richiesta di attivazione dell’articolo 50 del Trattato. “Quello che è accaduto nell’ultima settimana ci dimostra che questo è un tempo propizio: se da un lato siamo tristi per il voto dei britannici è anche vero che questo è un tempo propizio per una nuova pagina dell’Ue”. Lo afferma il premier Matteo Renzi dal vertice di Berlino individuando nella parola greca ‘kairos’, che significa “tempo opportuno”, quella adatta a descrivere questo momento dell’Europa.

Riflessione sul referendum” Renzi in Parlamento invita deputati e senatori a non ignorare quanto accaduto nei giorni scorsi a Londra. “Siamo di fronte a una vicenda storica. Chi minimizza o strumentalizza compie un errore politico. Non ci si può voltare indietro e far finta di niente. Non si può mettere una pezza”. “Se oggi, a dispetto di una larga parte delle previsioni e di un’affluenza straordinaria il popolo britannico ha parlato, non possiamo fare finta di niente. Se passa il messaggio che il popolo vota e altrove si mette una pezza a ciò che il popolo ha deciso, si mina la democrazia”.

Italia con l’Europa “Non entro qui nel merito dell’articolo 50” che aprirà il negoziato per l’uscita dall’Ue della Gran Bretagna “e sulle regole del gioco. Sono dinamiche che affronteremo in sede europea. Ma l’Italia dice che tutto può fare l’Europa tranne che aprire per un anno una discussione sulle procedure dopo aver discusso un anno sulle trattative. Così si perde di vista il messaggio del referendum” inglese. Per il premier italiano è arrivato il momento della responsabilità. È il momento di credere in un’Europa che può creare opportunità e non essere solo fonte di paure. “Quello che si apre domani sarà un vertice europeo che dovrà essere concentrato sul rilancio dell’Europa e non solo sulle regole di uscita del Regno Unito. Dobbiamo trarre insegnamento da ciò che è accaduto per portare l’Europa a occuparsi di sociale e non solo a fare battaglie burocratiche”. L’Italia è pronta a fare la sua parte: “Per noi l’Europa è casa nostra – conclude Renzi – le ragioni per cui abbiamo criticato dall’interno le istituzioni europee sono rese più forti dall’espressione del popolo britannico”.

Reazioni Dura la risposta del Movimento 5 Stelle. Quelle pronunciate da Renzi oggi, ha attaccato Alessandro Di Battista, sono “parole vuote. L’unica cosa che lei deve dire in Europa è che occorre un reddito di cittadinanza”. E ancora: “Siete totalmente distaccati dalla realtà – ha rincarato la dose riferendosi anche al risultato delle amministrative – altrimenti lei non potrebbe pronunciare la frase ‘l’Europa parli meno di banche e più di valori’. Lei è il rottamatore della vergogna e del senso del pudore”. Di Battista ha preso di mira “i decreti approvati dal governo a favore delle banche” e “l’ipocrisia del governo: si dovrebbe mettere una tassa sull’ipocrisia, in Europa e soprattutto in questo Parlamento”. Quindi, ha ribadito: “Basta con questa storia che noi siamo euroscettici. Noi ci vogliamo restare in Europa ma vogliamo un referendum sull’euro. In questa Europa noi ci ritroviamo ma non voi che avete tradito i suoi valori fondanti”. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, rivolgendosi al premier, ha indicato “una cosa da fare: la crescita, perché non è pensabile che in 8 anni di crisi la Germania ha accumulato un surplus insopportabile danneggiando tutti gli altri paesi dell’Ue: oggi al vertice di Berlino deve chiedere una cosa sola, che la Germania reflazioni”. Mentre al Senato, dove Renzi è intervenuto prima di parlare a Montecitorio, Giulio Tremonti ha sostenuto che sul quadrante europeo la nuova Costituzione “non è e non sarà affatto uno scudo protettivo, ma piuttosto un pericolo aggiuntivo”. E poi, facendo riferimento al referendum sulla Brexit, ha osservato: “chi semina referendum non necessariamente raccoglie plebisciti. Quello dell’Inghilterra è l’incidente del futuro. Per fortuna, si è verificato ancora prima che la Costituzione entrasse in funzione. Potremmo dire che non è stata colpa di nessuno, ma su questo, almeno per una volta, nell’interesse del paese, ascoltateci”.

Il Tempo