Renzi da Putin: «Libia, procedere insieme all’Onu Russia decisiva»

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Cita Dostoevskij, Matteo Renzi. E, sarà per la proverbiale freddezza o per l’inattesa citazione, ma Vladimir Putin tiene lo sguardo abbassato e impassibile sino a quando Matteo Renzi non conclude la sua dichiarazione che chiude tre ore di colloquio al Cremlino. Tempo-fiume per un bilaterale che frutta un rinnovato impegno della Russia al rispetto degli accordi di Minsk e l’impegno di Mosca a collaborare nella lotta al terrorismo internazionale e nella crisi libica. «Questo viaggio non è stato un punto d’arrivo – ha sintetizzato Matteo Renzi con i suoi – Ma una tappa. Un tassello per costruire o ricostruire».
LA PRIMA VOLTA
È la prima volta che i due s’incontrano di persona e per Putin Renzi rappresenta una novità sotto tutti punti di vista dato che sinora era abituato a trattare con primi ministri italiani già conosciuti in altri contesti.
«I colloqui si sono svolti in una atmosfera di amicizia e costruttiva, molti utili e tempestivi vista la situazione internazionale», ha sostenuto Putin nelle dichiarazioni rilasciate al termine dell’incontro.
Stavolta nessuna domanda «per espressa richiesta italiana», sostengono i russi confermando come la missione venga considerata a palazzo Chigi «particolarmente delicata».
Renzi si muove sul filo della piena adesione alla linea europea e americana sulle sanzioni, e la necessità di recuperare anche le ragioni della Russia nel voler essere considerata potenza che può sedere al tavolo con l’Occidente con pari dignità e con adeguate prospettive di collaborazione.
L’INVITO
Sbrigato il doveroso omaggio con i sei garofani rossi lasciati sul ponte dove è stato ucciso l’oppositore russo, Renzi incontra prima il primo ministro Medved e poi pranza con il presidente russo al quale rinnova più volte il pressante invito a rispettare alla lettera gli accordi di Minsk. «La situazione resta complicata», ammette il premier, ma la via diplomatica «resta l’unica possibile». Poi il fuoco si sposta sulla questione libica e la lotta al terrorismo internazionale.
Renzi riconosce il «ruolo decisivo» della Russia e ottiene, l’impegno di Putin, cruciale nel consiglio di sicurezza dell’Onu, per una «soluzione pacifica» in Libia: che per l’Italia è emergenza «prioritaria».
«Siamo comunità diverse ma unite nella lotta contro il terrorismo: credo sia fondamentale che la Russia giochi un ruolo decisivo». Putin non si sottrae alla richiesta del suo ospite che riconosce come la Russia, «per la sua storia e il suo compito nel consiglio di sicurezza, può essere decisiva».
SOLUZIONE PACIFICA
«La situazione – ammette Putin – è peggiorata in Libia e la Russia è per una soluzione pacifica e appoggia gli sforzi dell’Onu». Musica per le orecchie di Renzi che è ormai impegnato in prima persona nel costruire un fronte comune in Europa e in Occidente per un maggiore impegno internazionale in Libia e in tutto il Nordafrica.
D’altra parte Putin apprezza che Renzi sia arrivato a Mosca in un momento particolarmente difficile dopo l’assassinio di Nemtsov che non viene citato nelle dichiarazioni finali e al quale Renzi dedica una citazione solo quando incontra gli imprenditori («Mi auguro che la giustizia russa possa al più presto assicurare i colpevoli al processo giusto e necessario»).
IL FARDELLO
Se la crisi in Ucraina rappresenta un fardello nei rapporti tra Unione Europea e Russia, la battaglia contro il Califfato e il terrorismo internazionale sta diventando motivo per riavvicinare Mosca a Bruxelles. L’Italia, minacciata alla frontiere, contribuisce a fornire argomenti a coloro che ritengono un errore emarginare Mosca e soprattutto Putin che Renzi attende a giugno all’Expo di Milano.

Il Messaggero