Renzi: “Credo che Equitalia al 2018 non ci arriva. Crisi occupazione? Clamorose balle”

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“La diamo una notizia? Stiamo riorganizzando le agenzie e credo che Equitalia al 2018 non ci arriva”. Matteo Renzi in diretta su Facebook per l’ormai appuntamento settimanale #Matteorisponde ha annunciato l’intervento dell’esecutivo per chiudere l’ente per la riscossione delle tasse. “Stiamo riorganizzando il sistema perché sia sempre più a disposizione del cittadino e non vessatorio”, ha detto. Poi tra gli auguri a una nonna “in stile Gianni Morandi” e l’in bocca al lupo per l’interrogazione di fisica a un altro utente, il leader Pd se l’è presa con la lettura che è stata fatta dei dati trimestrali Inps in mattinata: “Chi dice che abbiamo una crisi dell’occupazione, dice clamorose balle: semplicemente i posti di lavoro sono cresciuti a un ritmo meno forte”. Il presidente del Consiglio ha anche annunciato che tra le priorità della manovra 2017 c’è la riduzione delle tasse per il ceto medio: “Vedremo se rivendendo le aliquote Irpef o se con un sistema fiscale diverso”. Infine un passaggio sul referendum confermativo per le riforme al cui successo ha vincolato la durata dell’esecutivo: “Se perdo è ovvio che vado a casa”. E ha poi detto di essere amareggiato dal fatto che una parte dell’Anpi si schiererà con il fronte del “no”.

“Chi dice che abbiamo una crisi dell’occupazione, dice clamorose balle”
Renzi ha aperto la chiacchierata online, scagliandosi subito contro chi in mattinata ha detto che c’è “una crisi dell’occupazione”. “Sul lavoro sarò duro e crudo”, ha commentato, “oggi si è fatto notare come il saldo positivo sia meno grande dell’anno prima: non ci sono meno posti di lavoro, ma questi sono cresciuti a un ritmo meno forte. Oggi alcuni siti internet dicono ‘rallenta l’occupazione’: queste sono clamorose balle“. Secondo i numeri diffusi oggi, tra gennaio e marzo 2016, i contratti a tempo indeterminato hanno registrato un saldo positivo di 51mila unità, contro i 225mila di un anno fa. Renzi ha replicato: “Oggi ne abbiamo lette di tutti i colori, abbiamo sentito le cose più allucinanti. Gli incentivi hanno funzionato: evviva. Vedo dei musi lunghi per questo, ma il compito degli incentivi è agevolare le assunzioni e per questo hanno funzionato. Abbiamo avuto 353mila contratti a tempo indeterminato sui 398mila posti di lavoro in più”.

“Priorità abbassare le tasse del ceto medio”
Agli utenti che gli chiedevano di abbassare le tasse, il presidente del Consiglio ha detto che la priorità nella legge di stabilità 2017 è quella di aiutare il ceto medio: “Dobbiamo andare di più nella direzione di dare una mano al ceto medio e alle famiglie. Stiamo discutendo come, se attraverso le aliquote Irpef o se con un sistema fiscale diverso. Andrà nella legge di stabilità del 2017: è un’assoluta priorità“.

“Se perdo il referendum è ovvio che vado a casa”
Renzi ha poi parlato del referendum confermativo per le riforme costituzionali di ottobre prossimo alla cui riuscita ha vincolato la durata dell’esecutivo. “Sabato ci sarà il lancio della campagna del sì”, ha detto, “con il sito ‘BastaunSì’“. “Io sono il primo ad avere l’interesse a parlare nel merito della riforma”, ha continuato. “Se perdo è ovvio che vado a casa, questo vuol dire che contano più le idee piuttosto che una poltrona. Vorrei vedere i commenti del giorno dopo, quando perderanno il referendum: ‘Questo referendum non era importante…’. Noi siamo seri e diversi da loro. Noi non saremo mai aggrappati ad una poltrona“. Renzi ha anche detto che la legge elettorale sarà testata nel voto del 2018 e a chi gli ha detto che è come la fascista legge Acerbo ha ribattuto: “Pensi di essere simpatico, divertente, ma le leggi fascistissime che sono andate dal ’24 al ’26 non sono un giocattolino, non sono una cosa su cui fare ironia, sono il simbolo della dittatura in questo Paese, che per venti anni ha avuto un atteggiamento vergognoso verso gli italiani. Ci si dovrebbe vergognare a usare parola fascista: c’è un livello oltre il quale non si dovrebbe scendere, lei lo ha superato”.

“Rai? E’ finito il tempo degli editti bulgari: non mi occupo delle nomine”
Un utente ha chiesto infine chiarimenti per i cambiamenti in Rai e Renzi ha replicato: “Non mi occupo delle nomine in Rai: la dimostrazione più evidente è che non siamo stati noi a scegliere il conduttore di Ballarò quando si è trattato di cambiarlo. Non siamo noi a decidere le nomine e a scegliere le persone. C’è un direttore generale che farà le sue scelte”. E ha poi concluso facendo riferimento al famoso “diktat” dell’esecutivo Berlusconi nel 2002 contro Michele Santoro, Daniele Luttazzi ed Enzo Biagi: “Per la prima volta nella storia c’è un governo che non mette il naso nelle discussioni dei programmi televisivi. I tempi in cui i presidenti del Consiglio da varie capitali europee davano gli editti è alle nostre spalle. Auguro alla Rai un cammino di successi”

Il Fatto Quotidiano