Renzi contestato a Ferrara. Martedi’ vertice con i sindacati

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L’Italia rispettera’ il vincolo del 3%, anche se e’ “un parametro del passato”. In un’intervista alla Cnn, Matteo Renzi torna a garantire che il governo italiano rispettera’ i parametri europei, ma mette in guardia: “Questo e’ un momento molto pericoloso, dobbiamo cambiare l’Europa”, perche’ il “problema e’ la direzione. Ritengo sia assolutamente importante ridurre il potere della burocrazia in Europa”.

Il premier, inoltre, difende ancora le scelte della Francia: “l’Italia e’ un Paese che ha perso credibilita’ perche’ non ha rispettato i parametri nel passato. Quindi la posizione italiana e’ chiara: noi rispettiamo il parametro del 3%”. Detto questo, “se il presidente francese decide per la Francia un importante distacco dai parametri, nessuno puo’ dire che non e’ corretto”. Ma e’ soprattutto sul fronte interno che si concentra l’azione di Renzi, contestato a Ferrara con fischi e lanci di uova, al quale replica con “un sorriso”: “La prima cosa e’ il rispetto delle idee anche quando non la pensano come me. A chi non ha altri argomenti rispetto alle uova, noi continuiamo a rispondere con il sorriso e con la voglia di andare avanti nonostante i tentativi di tappare la bocca.
 

Quanto alla polemica nel Pd sul calo del numero di tessere, il presidente del Consiglio replica secco: “Il Pd ha preso il 40,8% alle Europee, ovvero il 16% in piu’ delle politiche, ha fatto tre elezioni regionali e le ha vinte, ha vinto nel 73% dei comuni italiani. A qualcuno piace il Pd che ha 400mila iscritti ma prende il 25%, a qualcun altro invece piace quello che prende il 40% e vince la partita delle idee, che e’ la piu’ importante”. Dal palco del Festival di Internazionale, il presidente del Consiglio annuncia che martedi’ vedra’ i sindacati, ma non cede di un millimetro sul jobs act: “Sento dire, ‘se dici queste cose sei di destra’. Ma per me destra e’ conservare le cose come stanno. La sinistra e’ quella che cambia e investe sui diritti di quelli che sono stati dimenticati”.

E fuga ogni dubbio su un possibile esecutivo di larghe intese, qualora Forza Italia voti a favore della riforma del lavoro: “Non sara’ cosi'”. Il premier rivendica il patto del Nazareno, ricordando che verte sulla riforma elettorale e sulla riforma costituzionale e spiega che continuera’ a parlare con Silvio Berlusocni finche’ “continueranno a votarlo perche’ rispetto gli italiani e la democrazia”. Renzi fissa poi il timing delle riforme: entro meta’ novembre il ddl costituzionale iniziera’ il suo iter alla Camera, dopo sara’ la volta dei diritti civili, con un intervento sulla cittadinanza che preveda uno “ius soli temperato”.

Quanto alla giustizia, il premier non ha dubbi: va prevista la responsabilita’ civile delle toghe, perche’ “e’ sacrosanto che chi sbaglia deve pagare”. – “La situazione economica della crescita e’ terribile, ora siamo a meno 0,2 e sara’ molto difficile riuscire a invertire entro dicembre questo segno. Ma abbiamo arrestato la caduta, anche se sono dati devastanti”, ammette Renzi a Ferrara. Il premier difende l’operato del governo: “Mi piacerebbe essere contestato per i fatti, lo accetterei, ma sentirmi dire che non abbiamo fatto niente da quelli che per vent’anni hanno commentato in silenzio o sono stati colplici di chi davvero non ha fatto niente, mi sembra un’occasione persa per il dibattito in Italia”.

Renzi ha ricordato le ripetute critiche e lo scetticismo della stampa per la misura degli 80 euro in busta paga: “L’errore e’ stato mio forse per aver comunicato con le slide, dirlo in modo piu’ chiaro e forse anche piu’ superficiale corre il rischio di farti passare per quello che fa solo l’annuncio, ma la differenza tra l’annuncio e il non annuncio non e’ il modo in cui lo presenti ma se la fai o no”. Infine una stoccata ai presidenti delle societa’ di calcio: “devono pagare gli straordinari delle forze dell’ordine attive negli stadi. Non e’ giusto che paghino i cittadini, se li paghino le societa’, con buona pace di Tavecchio e Lotito”.

AGI