Renzi: confermo bonus 80 euro, se riesco lo allargo

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Il bonus di 80 euro e’ stato dato “per dare un senso di giustizia sociale e sostenere il potere d’acquisto del ceto medio che e’ stato tartassato in questi anni e non ha mai visto un intervento di riduzione delle tasse cosi’ significativo. Quindi non solo lo confermo, ma se riesco lo allargo”. Cosi’ il premier Matteo Renzi in un’intervista al direttore del ‘Sole 24 ore’, e aggiunge: il bonus “dara’ i suoi effetti perche’ verra’ confermato e percepito finalmente c0me strutturale. Deve essere stabile, e percepito come tale. Il ceto medio ha bisogno di respirare”.

Sui tagli di spesa, Renzi ha precisato che “saranno non per 17 miliardi ma io ne immagino per 20 miliardi perche’ intendo liberare risorse da investire nei settori strategici come l’istruzione e la ricerca senza aumentare le tasse”. Lunedi’, ha annunciato il premier, “incontrero’ tutti i ministri con il ministro dell’Economia Padoan e valutero’ con loro tagli del 3% per ciascun ministero”. -Sulla riforma del lavoro il governo “ha fatto un primo intervento importante per decreto, abbiamo corretto un errore grave e ci sono gia’ i primi segnali di inversione di tendenza nell’utilizzo dei contratti a termine per l’ingresso sul mercato del lavoro”.

Renzi e’ convinto che il nuovo welfare non si possa fare per decreto e si dice certo che “il Parlamento entro la fine dell’anno approvera’ il jobs act.
  Introdurremo in Italia il modello di lavoro tedesco non quello spagnolo”, aggiunge. Il superamento dell’articolo 18? “E’ la direzione”, ma “sara’ possibile solo se si cambiera’ il sistema delle tutele”, ribadisce il premier. Il premier difende poi la scelta di non aver inserito la riforma delle partecipate degl enti locali nello sblocca Italia. “Sarebbe stato un errore. Ho fatto il sindaco e ho sempre sofferto la schizofrenia legislativa”.

Sulla questione per il presidente del Consiglio e’ necessario “intervenire in modo organico”. Tra vendite e aggregazioni Renzi ritiene piu’ utile aggregare: “credo possa rivelarsi piu’ utile favorire processi di aggregazione facendo attenzione a distinguere le singole situazioni”. La vendita, infatti, “riguarda alcuni Comuni”. Cdp e fondo strategico possono fare “i promoter delle aggregazioni”. L’obiettivo e’ passare da 8mila aziende a mille.
  “Se poi si vendono o si quotano meglio”.

AGI