Renzi: carpe diem, avanti sulle riforme

Matteo Renzi press conference, Rome

Al World Economic Forum ieri Matteo Renzi ha indossato l’abito del perfetto head of marketing. «L’Italia è un Paese solido» ha ribadito più volte davanti a banchieri, finanzieri ed economisti convenuti a Davos. Lo ha detto in inglese, lo ha ripetuto innumerevoli volte in italiano. I rumori di guerra che arrivano dalla minoranza del Pd al Senato sembravano lontani, almeno stando al premier che ha parlato di riforme come se fossero cosa fatta: «Il nostro futuro comincia oggi, non domani. Stiamo facendo le riforme, stiamo attuando un grande cambiamento». In Svizzera, dunque, Renzi ha fatto ciò che quotidianamente cerca di fare in Italia, diffondere ottimismo, cercare di cambiare i connotati all’immagine che del nostro Paese hanno all’estero: «Non siamo solo un bel museo, e neppure il luogo dove si possono trovare moda, arte, lusso: possiamo diventare un laboratorio di innovazione». E, inoltrandosi in una personalissima interpretazione di Orazio e del suo carpe diem: «Dobbiamo essere capaci di trasformare i rischi in opportunità, ed è quello che stiamo facendo».
L’operazione di marketing prevede, naturalmente, la messa in mostra dei risultati ottenuti. Che per Renzi hanno uno solo nome: riforme. «La più importante di tutte» dice «è quella che riguarda un recupero di credibilità. Abbiamo promesso ai nostri connazionali di restituire loro l’orgoglio di essere italiani, e stiamo lavorando per questo». Striglia l’Europa («se è solo burocrazia è la fine») e ammette che gli obiettivi del semestre di presidenza europea su crescita e investimenti sono raggiunti solo a metà. E non risparmia un implicito endorsment al Quantitative easing atteso per domani alla Bce: «dia il messaggio che l’Europa deve andare verso un nuovo cammino di crescita». Insomma, l’invito ai potenti dell’economia planetaria è di guardare il nostro Paese con occhi nuovi.
Renzi cita la legge elettorale, anche se è ancora in discussione: «Finalmente dopo le elezioni si saprà chi ha vinto». Cita la riforma del fisco, quella della giustizia, quella del lavoro. Il suo portavoce, correggendo la citazione latina del carpe diem, mette sul piatto il film con Robin Williams, l’Attimo fuggente: «Cogli il momento». Il premier lo coglie per lanciare il suo personale ammonimento all’Europa: «Dev’essere un luogo di cultura e valori comuni: se siamo semplicemente una comunità di interessi economici, siamo finiti».
«Serve più finanza e meno intermediazione bancaria» con «l’obiettivo di mettere a disposizione delle imprese più strumenti finanziari, più bond e, ad esempio, più interventi delle assicurazioni in funzione bancarie». Così, poco dopo, il ministro Pier Carlo Padoan, anch’egli a Davos, fa eco a Renzi ricordando le novità introdotte martedì sulle banche popolari. E, come Renzi, ribadisce: «Più strumenti finanziari al servizio delle imprese e meno banche: questo è il messaggio dietro la riforma delle popolari».

Il Messaggero