Renzi blinda De Gennaro: piena fiducia

Matteo Renzi

Il caso De Gennaro è chiuso. Matteo Renzi ha «blindato» il presidente di Finmeccanica nonostante la richiesta di dimissioni reiterata anche ieri dal presidente del Pd, Matteo Orfini. «Il governo – ha fatto sapere il premier – non ha alcun dubbio sulla qualità e la competenza» dell’ex capo della polizia e attuale presidente di Finmeccanica. «Ciò che è accaduto attiene ad una pagina nera della storia del nostro Paese – ha aggiunto Renzi con un chiaro riferimento ai fatti di Genova del 2001 – ma se vogliamo affrontarla guardando al futuro la cosa più logica credo sia l’introduzione del reato di tortura. Mi piacerebbe – ha concluso il presidente del Consiglio – che si parlasse anche della responsabilità della politica, o che i politici se le assumessero certe responsabilità».
DOPPIA SORTITALa sortita del premier su De Gennaro è arrivata dopo quella altrettanto chiara di Raffaele Cantone, il presidente dell’Autorità Anticorruzione. «Gianni De Gennaro è stato indagato e assolto. L’assoluzione conta pure qualcosa, quindi non può pagare le responsabilità complessive di una macchina intera», ha sottolineato Cantone durante un’intervista rilascita su Raitre durante la trasmissione Agorà. «Non mi piace – ha detto Cantone – l’idea che si possa utilizzare questa vicenda bruttissima per «tirare» sulla polizia, che spesso è la parte più popolare del Paese». La mossa di Renzi è stata apprezzata anche da Massimo Mucchetti, presidente (non renziano) della commissione industria del Senato, che ha scritto: «L’azionista non lascia mai nei guai la sua azienda».
IL PUNTODopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani, che ha condannato l’Italia per tortura, il presidente del Pd Matteo Orfini due giorni fa aveva attaccato De Gennaro direttamente dal suo account Twitter: «Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica».
E Orfini ieri ha mantenuto la sua posizione contraria anche dopo la presa di posizione di Renzi: «Resto della mia idea: il cambiamento che il Pd sta promuovendo nel Paese non dovrebbe fermarsi di fronte alla porta dei soliti noti».
MACELLERIA MESSICANALe violenze degli agenti contro i manifestanti, durante il G8 di Genova del 2001 sono state tanto gravi da essere state definite da uno degli stessi imputati, Michelangelo Fournier (all’epoca vice dirigente del reparto mobile di Roma) uno scenario da «macelleria messicana». Durante l’irruzione alla Diaz furono fermati 93 attivisti e furono portati in ospedale 61 feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma. Finirono sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra.

Il Messaggero