Renzi apre il semestre italiano l’obiettivo è riformare i trattati

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ROMA «Abbiamo davanti sei mesi cruciali per cambiare l’Europa. Se non lo faremo, come hanno dimostrato le ultime elezioni, il vento degli euroscettici rischia di spazzare via l’Unione». Con questo appello all’Europarlamento, oggi alle tre di pomeriggio a Strasburgo, Matteo Renzi aprirà il semestre di presidenza italiana.
Fino all’ultimo momento il premier limerà il discorso. E ai suoi ha raccomandato di limitare al massimo le anticipazioni «per non togliere gusto e suspense alla prima» di oggi. Ma già ieri Renzi ha postato una frase sul sito della presidenza italiana. Questa: «Non provate un brivido pensando di essere chiamati oggi a realizzare quel sogno degli Stati Uniti d’Europa, avuto da quella generazione che nelle macerie del dopoguerra iniziò la creazione di un nuovo soggetto? Il tema dell’Europa è dire ai nostri figli, noi che siamo la generazione Erasmus, che è possibile che l’Europa oggi sia il luogo in cui è possibile la speranza». Ecco, “speranza” sarà la parola chiave del discorso. Speranza «per i cittadini e le famiglie europee», per un’«Europa più giusta e non dalla parte dei burocrati e dei banchieri». Speranza per «i giovani cui dobbiamo indicare una strada e offrire la possibilità di trovare un lavoro». «Speranza per una rinascita industriale». E per «speranza per tutti, garantendo crescita e prosperità». Senza violare i patti e le regole di bilancio, ma spingendo per le riforme strutturali in modo da ottenere, appunto, «la necessaria flessibilità con cui far ripartire la crescita».
«CAMBIARE VERSO»
Per «cambiare verso all’Europa» è necessario però, secondo Renzi, cambiare anche l’architettura istituzionale dell’Unione. Non solo Unione economica e fiscale, insomma. «Ma anche, e soprattutto, più unione politica, con una nuova governance». Per questo il premier italiano oggi dovrebbe annunciare un «semestre costituente». Con il lancio di una Convenzione con cui riscrivere i trattati entro il 2019. Tema che trova l’accordo di Angela Merkel, anche lei convinta che per dare più forza alla moneta unica è indispensabile rafforzare «l’unità politica» tra gli Stati membri. Progetto condiviso perfino da David Cameron, che ha appena perso la battaglia contro il nuovo presidente della Commissione Jean Claude Juncker.
Il premier inglese infatti punta alla nascita di un’Europa a due velocità per riportare a Londra alcune competenze e poteri. E Renzi e la Merkel, per consentire all’eurozona (dove il Regno Unito non c’è) di rafforzare la propria integrazione, sono decisi a cogliere la palla al balzo, tenendo al tempo stesso ancorata la Gran Bretagna all’Unione. «Un’Europa senza Londra è impensabile e inaccettabile», ha detto la Cancelliera lunedì. Che il terreno di confronto sia proprio questo, l’ha confermato ieri sera Cameron con un tweet: «Non vedo lavorare di lavorare con Matteo Renzi per portare a termine la riforma dell’Unione europea».
E’ difficile che oggi Renzi entri nel dettaglio di quella flessibilità incassata al Consiglio europeo della scorsa settimana. L’occasione per rilanciare il dibattito sulla flessibilità si presenterà infatti a dicembre, quando l’Italia aprirà la discussione politica all’interno dell’Ecofin sulla attuazione del Six Pack e del Two Pact, gli strumenti che finora hanno imposto quello che il premier definisce «un rigore cieco».
IL DISCORSO
Ma è indubbio che dal palco dell’Europarlamento riunito in seduta plenaria, Renzi scandirà i suoi slogan a favore di crescita e occupazione. Puntando, nei prossimi mesi, a non conteggiare nel deficit le spese “buone” in investimenti, ricerca, agenda digitale, innovazione e creazione di posti di lavoro e il rimborso dei debiti arretrati della pubblica amministrazione. Più, probabilmente, la quota parte che ogni singolo Stato versa per il co-finanziamento dei fondi strutturali. Roba da decine di miliardi all’anno.
Il discorso di Renzi, che surfa sulla fortunata coincidenza di arrivare alla guida dell’Unione come leader del partito «che alle elezioni ha preso più voti», innesca attese all’estero. «Matteo ripeterà che il patto di stabilità va interpretato con la necessaria flessibilità», ha detto ieri sera il socialista Martin Schulz, appena rieletto presidente dell’Europarlamento.

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