Renzi annuncia “maxisconto” fiscale a chi investe sulla propria azienda nel 2016

Renzi, di Hitler non si parla nemmeno per scherzo

Arriva il maxisconto fiscale per chi investe sulla propria azienda. Ad ufficializzarlo è stato il premier Matteo Renzi che, nel cuore del Nord-Est, davanti alla platea degli industriali di Treviso, ha lanciato la sua nuova proposta pro-imprese, che andrà con ogni probabilità ad affiancare il taglio – parziale – dell’Ires già dall’anno prossimo.

Nell’ottica espansiva che il governo vuole imprimerle, la legge di stabilità sta dunque aggiungendo progressivamente al proprio menù molti interventi a favore degli investimenti produttivi, che si sommeranno a quelli destinati invece a rilanciare i consumi e a sostenere le famiglie, compreso il piano contro la povertà infantileribadito con forza dal presidente del consiglio.

Se fino a qualche settimana fa il piatto forte della manovra sembrava infatti costituito dall’eliminazione delle tasse sulla prima casa, il cui effetto positivo, secondo Pier Carlo Padoan, si vedrà innanzitutto «sulla fiducia» delle famiglie e quindi sulla spinta alla ripresa, negli ultimi giorni è il capitolo imprese quello che si sta maggiormente arricchendo. Ires e «superammortamenti», come sono stati ribattezzati, sarebbero infatti considerati da Renzi delle priorità. In pratica, «chi nel 2016 investirà in beni strumentali della propria azienda avrà la possibilità di portare in ammortamento non il 100 per cento ma il 140 per cento», ha spiegato il premier, puntualizzando che la misura «varrà per un anno solo», il 2016.

Il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, che dell’intervento aveva già preannunciato qualche dettaglio nei giorni scorsi, si è però già spinto un po’ oltre, sottolineando che lo sconto potrebbe essere applicato anche sugli investimenti attuati nell’ultimo trimestre di quest’anno. Stime ufficiali sul costo per lo Stato non sono state finora fornite, ma verosimilmente le coperture necessarie si aggirerebbero sul miliardo di euro a cui aggiungere altri 800 milioni circa di un «pacchetto-imprese» che spazia dal credito d’imposta per ricerca e innovazione al rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi. Nella sua visita in Veneto, toccando anche il palco del teatro di Verona, Renzi è tornato peraltro a rassicurare i sindaci sul pieno rimborso delle risorse che verranno a mancare nelle casse dei Comuni per la cancellazione della Tasi ed ha anche annunciato l’arrivo di un nuovo allentamento del patto di stabilità interno per le amministrazioni «virtuose».

Dal primo gennaio 2016 «i sindaci che vogliono fare investimenti per le scuole, i marciapiedi e hanno i soldi in cassa li spendano – ha esortato il presidente del consiglio – perchè saranno fuori dal patto di stabilità». Anche questo, nelle intenzioni dell’esecutivo, rappresenterà un’ulteriore spinta alla ripresa economica, che però, secondo il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, non potrà che arrivare agendo sul fronte finanziario, «liberando i bilanci della banche da una quota molto ampia di sofferenze e crediti deteriorati, che sono 350 miliardi di euro, di cui 200 di sofferenze».

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