Renzi alla Ue: “Spese per sisma e migranti fuori dai vincoli di Stabilità”

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“La flessibilità non c’era nei trattati europei, Juncker ha legato il suo programma agli investimenti in flessibilità, devo dire che è stato di parola e noi l’abbiamo utilizzata. Noi rispettiamo le regole ma le regole Ue ci dicono che in presenza di eventi eccezionali si può utilizzare un margine diverso. Se devo essere bacchettato perché devo mettere a posto le scuole mi faccio bacchettare, ma non credo avverrà”. Matteo Renzi a Otto e mezzo, ospite di Lilli Gruber insieme a Marco Travaglio direttore de Il Fatto Quotidiano, parla a lungo della vicenda Olimpiadi a Roma, del no della Raggi “che lo amareggia”, ma che ritiene “vicenda conclusa anche se così gli M5s ammettono di non saper cambiare le cose”, ma risponde anche al presidente della Commissione europea che avverte il governo italiano di non esagerare con le richieste di flessibilità, perchè l’Italia avrebbe già sforato di 19 miliardi. “Noi – ha scandito Renzi – non stiamo chiedendo più flessibilità, stiamo chiedendo all’Europa di cambiare la politica economica. I governi di prima hanno firmato il fiscal compact, la flessibilità è la possibilità di cambiare tutto questo”. E ancora a Junker: “Il prossimo anno rispetteremo le regole europee, anche quelle che non condivido e che non ho votato io ma una maggioranza che andava da Berlusconi a Bersani, con responsabili economici Brunetta e Fassina. Sono regole capestro per l’Italia, ma le rispettiamo. Però le spese per immigrazione e rischio sismico saranno fuori dal Patto di stabilità. L’ho illustrato a Juncker venerdì mattina e credo che ci sia il consenso europeo”.

Ma il premier ha parlato anche di molti altri temi, dall’Italicum al Fertility Day “inguardabile”, dai dati sul lavoro alle mail non capite da Di Maio, dall’immunità parlamentare alla data del referendum. Tra scintille e provocazioni incrociate.

“La campagna sul fertility day è inguardabile, ora coordinamento tra ministeri”. “Beatrice Lorenzin si deve dimettere da ministro dopo la campagna sul fertility day? No, non scherziamo. Il punto vero è che, tecnicamente parlando, è una campagna inguardabile. Ma Lorenzin ha posto un tema vero, quello della mancata crescita demografica. Loro però lo hanno comunicato in un modo che fa alzare i capelli anche a Berlusconi”. “Il punto è che i danesi hanno fatto una campagna di comunicazione fantastica” e allora, annuncia il presidente del Consiglio “chiederò a tutti i ministri se gentilmente, in occasioni analoghe, si fa un po’ di punto della situazione e si guardano i dati, insomma ci si coordina un pochino meglio”

“Mail, non tutti sono Di Maio” “Non sono tutti Di Maio, c’è anche chi le capisce le mail quando le legge”. Renzi lancia una stilettata al vicepresidente della Camera M5s mentre dibatte sull’articolo 70, a detta di Travaglio “scritto con i piedi e incomprensibile”. Il premier si riferiva all’episodio riguardante la mail in cui il vicepresidente della Camera e membro del direttorio M5S Luigi Di Maio veniva informato dell’esistenza di un’indagine a carico dell’assessore all’ambiente di Roma Paola Muraro ma di cui, così ha dichiarato, non aveva capito il significato.

“Doping sui dati del lavoro”, “Giù le copie de Il Fatto” Altro botta e risposta tra Travaglio e Renzi. “Sui dati del lavoro il governo ha fatto “doping, non crescita” accusa il giornalista . “Quello che è diminuito in questi due anni sono le copie del Fatto quotidiano, non i posti di lavoro”, replica il premier. “Le manderò i dati, è informato male anche su questo” incalza l’uno, “Lo leggo sempre, on line. Sono favorevole alla lettura e contro la deforestazione”, ribatte l’altro. Lo scambio di battute tra i due prosegue: “Non so se faccio Fonzie io, ma le chiedo di non fare Ralph Malph lei”, scherza il premier con il giornalista. “Dal 2014 si è invertita la tendenza sui posti di lavoro, perché sennò sembra che a qualcuno qui l’abbia portato la cicogna. Con Padoan, persona molto più brava e saggia di me, abbiamo agito. Ma non sopporto i maestrini con la penna rossa e quindi io stesso dico che voglio di più”.

Italicum Renzi: “Se il Parlamento, come viene detto da tutti, è disponibile a cambiare l’Italicum noi ci stiamo. Mi colpisce un pò: qualcuno vuole il proporzionale puro da Prima Repubblica e rischia gli inciuci. Disponibile a cambiare qualunque sia la decisione della corte costituzionale”.

“Referendum, chi vota No vota la Casta”. E sull’immunità… Il clima si scalda ancora: “La riforma costituzionale porta 500 milioni di euro di risparmi. Noi stiamo togliendo il giochino dei rimborsi ai partiti, dal Pd ai Cinquestelle. Chi vota sì toglie questo meccanismo, chi vota no, vota la casta”, così Renzi. “Se vince il Sì si passa dal bicameralismo perfetto al bicameralismo cazzaro”, replica Travaglio. “L’incompetenza costituzionale” del “noto costituzionalista Travaglio è enorme”. E ancora: “Nell’articolo 70 della Costituzione non si capisce niente, Zagrebelsky ha detto che smette di insegnare se passa perché non si capisce”. “Il noto costituzionalista Travaglio abbia la compiacenza di ascoltare gli altri. Non sono tutti Di Maio…c’è anche chi capisce le mail quando le apre. L’articolo 70 è scritto nel dettaglio per evitare che si faccia ricorso continuo alla Corte costituzionale. Mi stupisce che si pongano elementi formali rispetto a un tema sostanziale”. Quanto all’immunità parlamentare, “c’è un solo Paese che sta cercando di toglierla, è la Turchia e credo sia un errore. Io non ho immunità, non ho vitalizio e neanche un avviso di garanzia. Però l’immunità o vale sempre o no. Quando Sibilia, deputato M5s, insulta il Pd e poi per essere archiviato usa l’immunità, gli dico ‘se sei contro l’immunità, rinuncia all’immunità’. Se passa la nostra riforma e vince Sì scenderanno i parlamentari che ce l’hanno”.

“Il 26 settembre decidiamo quando si voterà”. Data del referendum? chiede Lilli Gruber, “lo decidiamo il 26, ma tra il 27 novembre e il 4 dicembre è un periodo possibile”.

“I grillini avrebbero avuto otto anni di tempo per cambiare Roma” “Io faccio il tifo per l’Italia e, a differenza di Travaglio, penso che i Giochi fossero una grandissima opportunità per la città di Roma. Ho visto Barcellona e Londra trasformate, una buona amministrazione non fa l’elenco dei costi delle altre amministrazioni, prende e cambia le cose. Ieri Los Angeles e Parigi hanno festeggiato e hanno pianto gli sportivi e quelli che potevano avere un ritorno nelle loro città. Detto questo rispetto per il sindaco e parliamo di altro”.

Roma e l’emergenza assessore rifiuti La Capitale, non le sue Olimpiadi, torna in primo piano col botta e risposta Renzi-Travaglio al vetriolo su Paola Muraro, l’assessore ai rifiuti del Comune di Roma. Parlando della riforma istituzionale, il direttore del Fatto evidenzia che “il sindaco non può stare a metà servizio, lei ha fatto il sindaco e sa che si deve occupare di tante cose come le emergenze rifiuti”. Pronta la replica del premier: “Non tutti hanno le emergenze rifiuti, ce l’ha qualche assessore come la preferita di Travaglio”, intendendo il discusso membro della giunta Raggi nel mirino della Procura
per le sue costose consulenze all’Ama. Qui il giornalista si scalda: “Io ho chiesto le dimissioni della Muraro, lei pensi agli indagati del Pd”. E Renzi ironizza: “Sono felice che Travaglio abbia scoperto il magico mondo del garantismo”.

La Repubblica