Renzi al lavoro sulle riforme per preparare la battaglia Ue

MATTEO RENZI 3

ROMA Le vacanze in Versilia di Matteo Renzi sono ufficialmente finite ieri alle quattro di pomeriggio quando, salutati moglie e figli nel blindatissimo hotel di Forte dei Marmi, è salito in auto. Destinazione: palazzo Chigi. La settimana che attende il premier non è esattamente una passeggiata di salute. In quattro giorni deve mettere nero su bianco i provvedimenti su scuola, giustizia e “Sblocca-Italia”, che dovrebbero essere approvati dal Consiglio dei ministri convocato per venerdì. Con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, Renzi poi approfondirà il dossier per la legge di stabilità e in particolare i tagli alla spesa previsti dalla spending review. Infine, insieme al sottosegretario Sandro Gozi e al consigliere diplomatico Armando Varricchio, il premier dovrà preparare il «vertice cruciale» di sabato a Bruxelles. All’ordine del giorno: le nomine del nuovo governo europeo e l’assalto – forte della sponda di Mario Draghi, Bce – alle Cancellerie rigoriste per strappare «flessibilità in cambio di riforme». Quelle, appunto, varate il giorno prima dal governo. Da notare che anche Silvio Berlusconi prepara il rientro e sta studiando una «cura shock per l’economia» da suggerire al premier.
Renzi ha promesso di stupire sul fronte della riforma della scuola. E probabilmente stupirà anche il ministro Stefania Giannini, cui il premier ha di fatto chiesto un mezzo passo indietro per occuparsi in prima persona del provvedimento. Per ora sono uscite solo poche indiscrezioni. Ciò che è certo è che la scuola è entrata nel menù del Consiglio dei ministri, in quanto questa riforma figura tra le raccomandazioni della Commissione europea all’Italia. E Renzi vuole dimostrare che «l’Italia fa i compiti a casa».
Lo stesso vale per la giustizia. La riforma del processo civile, secondo il governo, «vale un punto di Pil». In quanto le lungaggini dei nostri tribunali «sono tra le principali cause del mancato arrivo di investitori dall’estero». Obiettivo: smaltire, grazie al ricorso ad arbitrati e mediazioni tra le parti, gli arretrati e garantire la sentenza di primo grado «entro un anno». Sul fronte penale è poi previsto l’ingresso nel codice del reato di autoriciclaggio e il ritorno (mal digerito da Berlusconi) del falso in bilancio, con la possibilità per gli inquirenti di utilizzare le intercettazioni. Pronta anche la revisione della responsabilità civile dei magistrati. I giudici potranno essere chiamati a rispondere dei loro errori in via indiretta con una rivalsa del 50% del loro stipendio. Rinviate, invece, a fine settembre le norme sul Csm e sulle intercettazioni.
Molto corposo il decreto “Sblocca-Italia”. C’è il probabile rinnovo per un anno dell’ecobonus al 65%. Ci sono agevolazioni fiscali a favore della diffusione della banda larga e interventi per la lotta al dissesto idrogeologico (650 milioni) e la costruzione di asili nido. E soprattutto norme per sbloccare i cantieri: sono 14 le opere pubbliche individuate, tra cui l’alta velocità Bari-Genova e la ferrovia Catania-Messina-Palermo, per un totale di 30 miliardi di euro. Un altro miliardo andrà alla manutenzione di strade e ferrovie. In agenda anche interventi per Bagnoli e di altre aree in crisi industriale e ambientale.
Sul fronte europeo il primo nodo da sciogliere per Renzi è la nomina del ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ad Alto rappresentante. Operazione fallita in luglio, che il premier spera di portare in porto sabato prossimo grazie anche all’asse con il presidente francese Francois Hollande, che incontrerà sabato mattina a Parigi prima di andare a Bruxelles. Dove comincerà la battaglia d’autunno in nome della flessibilità (per il piano di rientro del debito) in cambio delle riforme.

IL MESSAGGERO