Renzi: «A Roma sì alle primarie ma stavolta stiano attenti…»

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, durante la presentazione del libro di Aldo Cazzullo 'Basta Piangere!' al teatro Argentina, Roma, 26 novembre 2013. 
ANSA/CLAUDIO PERI

Renzi apre alle primarie per la scelta del sindaco di Roma e lascia ai romani la responsabilità di indicare il successore di Marino. «Non posso essere io a scegliere». Ma ai romani lancia un avvertimento: «questa volta stiano attenti a quello che fanno». Ospite di Fazio a «Che tempo che fa», il premier non si è fatto prendere in contropiede. Anzi ha approfittato del clima cordiale del salottino «amico» per farsi l’ennesimo spot su quanto è stato bravo il governo e quanto sia falsa l’immagine di un leader di partito e premier che vuole decidere su tutto. Ecco quindi che tira fuori dal cilindro la soluzione delle primarie per tirarsi dall’impaccio di risolvere in prima persona una situazione ad alto rischio politico. Non solo. Sconfessa il legame tra il Pd e Marino. A Fazio che gli chiede se s’è rotto qualcosa tra il sindaco e il partito, Renzi risponde che «ha vinto le primarie a sopresa». Come dire che il Pd non ha mai puntato su di lui. E comunque la rottura principale è stata quella tra «l’amministrazione e la città». Quanto al commissario Renzi non è meno chiaro nel ribadire che «sabella è un ottimo nome ma spetta al Prefetto di Roma decidere». Poi il premier ha lanciato un messaggio rassicurante al Vaticano. A fronte di un Giubileo che «è stato una sopresa» il governo è «pronto a fare al sua parte perchè funzioni».

Sul rebus del sindaco di Milano il premier è sibillino. Dice che non sa se Pisapia abbia voglia di farlo e quanto a Sala usa parole da endorsement. «Ha fatto un ottimo lavoro, non so se ci saranno altri candidati».

Sugli altri temi, a cominciare dalla legge di Stabilità, Renzi approfitta di un Fazio poco incalzante per uno spot a tutto campo al governo. Ecco quindi ribadire che è stato l’unico ad abbassare le tasse (perchè Fazio non gli ha messo sul tavolo il Def che dice il contrario?), che le coperture delle misure nella prossima manovra economica (superammortamenti alle imprese, taglio di Imu e Tasi, aiuti alle famiglie con bambini che vivono sotto la soglia di povertà) ci sono: «saranno presi dai costi standard, dal taglio delle spese, dalla lotta all’evasione». Anzi anticipa un intervento per far rientrare i cervelli dall’estero. «Un concorso nazionale basato sul merito destinato a 500 professori universitari ai quali oltre all’assegno come professore verrà dato un gruzzolo per studi di ricerca, che spero investano nelle università italiane». Nella legge di Stabilità ci saranno anche risorse per incrementare il servizio civile.

Resta al palo la riforma delle pensioni con la possibilità di uscite anticipate. «Si farà il prossimo anno quando saranno chiari i numeri, ovvero quanto sarà la decurtazione per l’anticipo del pensionamento».

Naturalmente si guarda bene dal dire che il grosso degli interventi sarà fatto a deficit e contando su una ripresa che è ancora incerta.

Un paio di battute le riserva a Berlusconi dopo che ha deciso di rompere il patto del Nazareno. «Non mi parla più, c’è rimasto male». Quanto al rapporto con Verdini: «ha votato le riforme la prima volta quando era in FI, poi è uscito e continua a votare le riforme. Per non dover fare gli accordi con le altre parti politiche bisogna vincere le elezioni. L’ultima volta non ci è riuscito, la prossima nel 2018 spero che ce la faremo».

Sulla questione dell’intervento in Iraq, Renzi svicola: «la decisione non stata presa. Ci sono scenari dove si deve intervenire ma in uno scenario condiviso con gli alleati».

Il Tempo