Renzi a festa Unità Reggio Emilia, non c’è una sinistra migliore fuori dal Pd

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“Chi dice che se vince il si l’Italia diventa fascista si deve vergognare. Occorre avere cura delle parole. Io rispetto chi vota no, ma non si puo’ sostenere il no dicendo che arriva il fascismo. Così Matteo Renzi rispondendo ad una domanda di Gianni Riotta che ha attribuito tale posizione ad un “ex rettore di Pisa”. “Chi? Il professor Salvatore Settis? – ha detto Renzi – Settis si occupa di archeologia, forse non ha letto la Costituzione…”.

Renzi, rispetto ma Italia deve cambiare – “Porte aperte al dialogo, ma non rinuncio alle nostre idee e alla nostra identità dopo che per venti anni si è discusso senza risolvere nulla”. Parla a quel pezzo di sinistra che gli chiede di ascoltare le ragioni del No al referendum, Matteo Renzi. Nel giorno in cui la Cgil indica ai suoi iscritti di bocciare la riforma costituzionale, il presidente del Consiglio parla dal palco della festa dell’Unità di Reggio Emilia.

E rivendica l’aver schierato il Pd in forze nella battaglia per il Sì: “Un partito deve indicare una direzione e dire che l’Italia deve cambiare”. Renzi si confronterà con il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia il 15 a Bologna. Ma annuncia una grande campagna per il Sì, con “e-mail, sms, cartelloni”, perché far passare la riforma è “la partita più grande” e dirlo non è “mancare di rispetto a nessuno”.

Poi non resiste alla battuta: “A Di Maio mandiamo la posta certificata così siamo sicuri che la legge…”. Il riferimento è alla bufera che ha travolto il M5s a Roma e che potrebbe trasformarsi in un inatteso ‘assist’ anche al fronte del Sì. Perché ad esempio aiuta Renzi a convincere gli italiani che “noi siamo il Pd, non siamo quelli che vivono in una realtà parallela: c’è chi la trasparenza la scrive sulle e-mail, che poi non legge, e chi, come noi, la scrive in Costituzione”, afferma il premier. Sono i senatori M5s e della Lega a votare No perché non vogliono perdere gli stipendi, ribadisce il premier: “I loro elettori voteranno sì”. Ma il fronte è aperto anche a sinistra. E Renzi non può ignorarlo. Dopo aver ricordato che si vota “la riforma di Giorgio Napolitano”, punzecchia a più riprese Massimo D’Alema che sta facendo campagna per il No (“Se si personalizza, allora per il No c’è Berlusconi, Brunetta, Salvini, Grillo e qualcuno dice anche D’Alema…”, dice tra l’altro: “D’Alema e Berlusconi si amano, rispettiamoli”).

“Lo dico ai tanti che trovano qualcosa che non va, a chi dalla mattina alla sera si lamenta: fuori dal Pd non c’è una sinistra migliore, la rivoluzione del proletariato, fuori dal Pd e da questo Pd c’è l’Afd in Germania, la Le Pen in Francia, Farage in Inghilterra e in Italia il qualunquismo e la demagogia in camicia verde“.

nd dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi). Ad accoglierlo, il presidente Anpi Reggiano, Ermete Fiaccadori. Durante la visita allo stand l’Anpi ha regalato a Renzi una maglietta rossa con la scritta Partigiano Reggiano.

In giornata aveva visitato, a Reggio Emilia, il centro internazionale Loris Malaguzzi, sede di Reggio Children. Si tratta del centro di documentazione sul cosiddetto ‘modello Reggio’, il sistema educativo per l’infanzia diventato negli anni un modello mondiale. Accompagnato dal sindaco di Reggio Luca Vecchi, il premier ha visitato la struttura che ospita anche un asilo e un atelier ed ha incontrato gli insegnanti e gli operatori che gli hanno spiegato il funzionamento del modello ‘Reggio Children’.

ANSA