REJA NON HA DIFESA

LAZIO PARMA

ROMA Stop, dimenticala. Neanche il tempo di riabbracciarla, la difesa titolare non c’è più: risentimento muscolare, Radu e Konko out. La iella s’accanisce con la speranza di Reja: «Ho parlato con i ragazzi, dobbiamo credere ancora all’Europa, andare a Milano e vincere». Missione proibitiva, ora: 3-4-3 o 3-5-2 quasi forzato, senza terzini. Adattato sugli esterni: restano Pereirinha a sinistra e Gonzalez a destra. E pensare che Edy accennava un sorriso all’ora di pranzo, bandendo il passato: «Ho potuto schierare solo due volte la retroguardia titolare senza poter mantenere determinati assetti». Implorava una sorte di nuovo malefica al tramonto. Ecco il responso dopo il penultimo allenamento: dovrà affidarsi a Dias, Cana e Biava domani sera. «Pronti comunque alla partita della vita, cercheremo di fare un gol più degli altri». Quasi un grido disperato all’indirizzo di Klose, ringiovanito dalla pre-convocazione del ct Loew per il Brasile: toglierà il posto a uno fra Keita, Mauri o addirittura Candreva a San Siro. A centrocampo Ledesma e Biglia (probabilmente aiutati da Onazi) a filmare un horror, che sembra già ai titoli di coda. Dopo il colpo di scena finale.

SOGNI DI GLORIA
Risentimento muscolare alla coscia per entrambi, oggi Radu e Konko saranno in Paideia. Nessun miracolo, non ci saranno domani con l’Inter. E Reja stavolta non potrà arretrare nemmeno Lulic, squalificato e con la testa altrove: «Ho tanta voglia di vincere un campionato». La Coppa Italia ormai quasi lo stritola, poco importa che sia lui l’eroe di quel 26 maggio. Si confessa con i piccoli alunni della scuola “Appio Claudio”, apre la bocca della verità: «Il calcio è il mio lavoro, ma quando arrivano i successi è tutto più bello». Fissa Biglia negli occhi, lo acceca l’invidia: «C’è qualcuno qui con me che ha vinto addirittura cinque scudetti». Lucas sorride e risponde: «In Italia, purtroppo no». L’argentino, alla prima in Serie A, ha già invocato l’intervento sul mercato di Lotito «per competere con le big». Lulic, terza stagione biancoceleste, ha invece chiesto d’andar via. A 28 anni sogna il salto nella Juve.

PASSATO E FUTURO
Aneliti di gloria lontani dalla Lazio, che nostalgia del 2000: «Quella Lazio avrebbe potuto vincere anche la Champions. Cragnotti portò a Roma i giocatori migliori del mondo», assicura Roberto Mancini a Radio Sei. Lunedì 12 ci sarà per festeggiare i 40 anni dello scudetto alla serata “Di Padre in figlio” (disabili in Tevere con un euro), insieme a Mihajlovic e Stankovic, gli altri grandi doppi ex della sfida con l’Inter. Curiosità su Novaretti e il mancato approdo al City del Mancio: «Mi avevano parlato di lui in Messico, io l’avevo seguito solo per un po’ in tv non approfonditamente, ma non c’è mai stata alcuna trattativa». Basta scommesse in difesa la prossima stagione, già questa è stata deleteria: il grande obiettivo resta Astori del Cagliari, senza però sacrificare sul piatto dell’“amico” Cellino né Cataldi né Tounkara. Anche se avranno poche chance con Reja. Che è salito al Colle (cena martedì con Napolitano), ma non pensava certo che domani sera avrebbe dovuto scalare una montagna.

IL MESSAGGERO