Reja: Lotito responsabile

LAZIO PARMA

A Milano per giocare la partita della vita. Perché Reja crede ancora nell’Europa League, nonostante la rincorsa appaia ormai compromessa. Del resto la colpa, o meglio «la responsabilità» per riprendere il termine utilizzato dallo stesso tecnico friulano, non è sua, ma del presidente Claudio Lotito. «Al vertice della piramide c’è Lotito, quindi tutte le responsabilità sono sue: è il responsabile primario nella scelta dei collaboratori e dell’allenatore. La coperta è corta e lui lo sa perfettamente».

Parola di Reja. Pronunciata con il sorriso sulle labbra ai microfoni della radio ufficiale Lazio Style Channel, ma la sostanza non cambia. Il tecnico goriziano ha fotografato con crudo realismo la situazione della Lazio: rispetto alla scorsa stagione ci sono tre nuovi titolari, Berisha, Biglia e Keita, innesti importanti ma non sufficienti se paragonati alle «uscite», il desaparecido Marchetti e il Profeta Hernanes scappato all’Inter, senza dimenticare le difficoltà di Miro Klose e l’età dei difensori. Ciononostante, da quando è tornato a Formello Reja ha raccolto 33 punti in 19 gare, esattamente un girone intero, per un 6° posto parziale (solo Juve, Roma, Napoli, Milan e Parma hanno fatto meglio) e una proiezione a quota 66 buona per un 4° posto.

Eppure, malgrado un contratto siglato fino al 30 giugno 2015, il prossimo anno potrebbe non essere Reja l’allenatore della Lazio. Il presidente Lotito resta in silenzio e parla solo dei fatti relativi alla finale di Coppa Italia, ma nel frattempo si guarda attorno. E pochi giorni fa ha fatto anche un sondaggio diretto contattando Sinisa Mihajlovic, per nulla convinto del progetto Sampdoria. Il serbo ha già svelato i propri sogni: poter guidare le squadre del cuore, Inter e Lazio. Per i nerazzurri dovrà aspettare perché la panchina di Mazzarri è salda malgrado la sconfitta nel derby e un’Europa ancora in bilico. Le porte di Formello, invece, potrebbero aprirsi presto per Mihajlovic, nonostante il contratto di Reja (al quale Lotito è pronto ad offrire un posto dietro la scrivania) e un rapporto arrugginito con l’attuale direttore sportivo Igli Tare.

Lunedì il serbo sarà a Roma per la celebrazione del 40° anniversario del primo scudetto biancoceleste, l’atteso evento «Di padre in figlio» capace di riportare allo stadio Olimpico 60mila persone dopo il deserto degli ultimi mesi. Un’occasione buona, magari, per parlare con Lotito. Reja, però, non ci pensa, perché è concentrato sulla sfida all’Inter e l’impossibile rincorsa europea: «Vogliamo vincere – ha dichiarato il goriziano – perché crediamo ancora nell’Europa. Dal mio arrivo c’è stato un grande miglioramento ma è mancato il passo decisivo. Stavolta, però, ho guardato i ragazzi negli occhi e sento che vogliono fare la gara della vita». Alla Lazio e a Reja potrebbe comunque non bastare.

IL TEMPO