Regioni, il Lazio tra le più indebitate: 4.500 euro a testa

REGIONE LAZIO

Quasi 119 miliardi, che possono sembrare pochi se confrontati con il mare magnum del debito pubblico italiano, ma non sono uno scherzo per i cittadini che alla fine se ne devono fare carico, a volte anche attraverso il pagamento di tasse e addizionali. È il totale dei debiti degli enti locali e territoriali, di cui il ministero dell’Economia ha da poco reso noto l’aggiornamento al 30 giugno scorso, specificando anche la suddivisione tra le varie Regioni e tra gli abitanti di esse. La poco onorevole classifica vede solidamente in testa il Lazio con oltre 26 miliardi e un fardello pro capite di circa 4.500 euro, inferiore solo a quello della Val d’Aosta che però come Regione a statuto speciale con poco più di centomila abitanti rappresenta una realtà un po’ a sé.
Stiamo parlando precisamente di mutui con gli istituti bancari, con altri soggetti della pubblica amministrazione e con la Cassa Depositi e Prestiti, di emissioni. Non sono compresi invece i mutui e le emissioni a totale carico dello Stato. Guardando alla distribuzione tra i vari enti, emerge che la quota più consistente è quella delle Regioni e delle Province autonome, con un totale di oltre 58 miliardi e mezzo. Una parte significativa è quella delle emissioni di titoli, che ne vale da sola circa 14.
LA MEDIA NAZIONALE
È di quasi 25 miliardi la fetta a carico del centinaio di Comuni capoluogo di provincia, che riescono ad emettere per 6,9 miliardi. Praticamente equivalente (25,1 miliardi) il debito degli altri quasi ottomila Comuni, che però hanno un volume di emissioni più limitato (circa 2 miliardi). Molto più piccola in termini assoluti risulta la porzione di debito delle Province (8,3 miliardi); i meno di due miliardi di euro che restano sono di competenza di comunità montane, unioni di Comuni ed altre amministrazione.
Interessante è l’attribuzione dei debiti alle diverse Regioni: le rispettive quote comprendono non solo quelli delle amministrazioni regionali in quanto tali, ma dei Comuni e degli altri enti che si trovano sul territorio. I 118,8 miliardi divisi per i quasi 61 milioni di residenti in Italia danno un indebitamento pro capite di 1.954 euro. La media nazionale nasconde però situazioni molto differenziate. Il Lazio con i suoi 26,1 miliardi è largamente in testa davanti al Piemonte (15,5) e alla Campania (15). Consistente ma non troppo se si pensa ai quasi 10 milioni di abitanti è il debito della Lombardia (12,5 miliardi). In fondo alla graduatoria ovviamente ci sono le piccole Regioni ma il Molise con i suoi 619 mila euro riesce a stare sotto anche la Val d’Aosta.
IL PESO DI ROMA
Proprio la più piccola Regione italiana è quella in cui risulta maggiore il debito per abitante (5.607,35 euro) ma subito dopo spicca il Lazio con 4.448,67. Si fa sentire naturalmente su questa cifra anche la pesante situazione debitoria della città di Roma. Anche il Piemonte la quota pro capite è decisamente al di sopra della media nazionale, con 3.506,32 euro.
Al di sopra della soglia dei 2.000 euro ci sono poi la Campania e l’Abruzzo. I valori per abitante più bassi sono quelli della Lombardia (1.250,63), della Basilicata (1.248,08) del Veneto (1.212,52) dell’Emilia Romagna (1.177,66) del Trentino Alto Adige (1.046,89) e della Puglia con appena 960,39 euro.
Nel complesso si tratta di numeri apparentemente piccoli rispetto al debito complessivo delle pubbliche amministrazioni, che nel luglio scorso si attestava a oltre 2.168 miliardi. Ma se la massa del debito pubblico (in larghissima parte composta da titoli di Stato) condiziona pesantemente la politica economica del Paese, l’indebitamento accumulato nel corso degli anni dagli amministratori locali può avere conseguenze forse ancora più dirette sui cittadini, come sanno bene quelli che vivono nel Lazio ed in particolare nella Capitale.

Il Messaggero