Regione, primi tagli a spese e poltrone

REGIONE LAZIO

L’approvazione della legge sulla spending review, con risparmi per 27,5 milioni di euro e tagli di 96 poltrone, avviene nella notte tra giovedì e venerdì, dopo ore di tensione, polemiche, bacheche danneggiate, ironie, insulti. Alta tensione in consiglio regionale, dove tanto la maggioranza quanto pezzi della minoranza si sono scagliati contro l’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle che ha presentato cinquemila emendamenti. La giunta ha risposto calando il maxi emendamento che ha troncato il dibattito. I 5 stelle avevano spiegato che la battaglia serviva, tra l’altro, a chiedere l’abolizione dei vitalizi in forma retroattiva (in realtà non esistono più, ma continuano a percepirli coloro che li hanno già maturati). Bene, ieri a sorpresa un’esponente della maggioranza eletta nel listino del presidente Zingaretti, Teresa Petrangolini (gruppo Per il Lazio) ha fatto un’apertura: «Il consiglio dovrà procedere nelle prossime settimane al taglio dei vitalizi dei consiglieri regionali delle passate legislature perché pesano ormai per 20 milioni di euro all’anno. Ce lo chiedono i cittadini del Lazio».

LO STOP
Il dibattito della notte e l’uso del maxi emendamento ha avuto un altro effetto: la marcia indietro sulla modifica della legge elettorale, in particolare sull’abolizione del listino (i consiglieri eletti senza preferenze, ma scelti dal presidente). Cosa prevede allora il maxi emendamento firmato dall’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore? In sintesi: passano da cinque a tre i membri dei collegi sindacali delle Asl (tagliate 42 poltrone); passano da 3 a 1 i componenti degli organi di revisione (tagliate 54 poltrone); aboliti alcuni enti, a partire dall’Agenzia regionale per i beni confiscati alla mafia. «In totale si risparmiano 27,5 milioni di euro». 

TASSE
C’è poi il nodo dell’aumento dell’aliquota dell’Irpef: l’addizionale passa da 1,73 a 2,33%, ma grazie alla legge approvata in consiglio si amplia il numero di coloro che saranno esentati. Pagherà solo chi guadagna più di 25 mila euro all’anno. Commenta il presidente della Regione, Nicola Zingaretti: «È stato approvato un provvedimento innovativo che continua a portare avanti la lotta agli sprechi e ai costi della politica, che abbiamo avviato all’inizio della legislatura».
Secondo il presidente del consiglio regionale, Daniele Leodori, «in un momento di crisi economica è stato importante ampliare il numero di contribuenti esentati dall’aumento dell’Irpef».

OPPOSIZIONE
Molto critica la minoranza, a partire dal capogruppo di Ncd, Pietro Di Paolo, che scommette su un imminente rimpasto della giunta Zingaretti: «La manovra è arrivata in aula con quasi sei mesi di ritardo. La fine ingloriosa con il maxiemendamento testimonia il fallimento della squadra di Zingaretti nonché l’ineludibile necessità di un rimpasto». Francesco Storace (La Destra), che per tutto il dibattito ha polemizzato con i Cinque stelle, osserva: «È un provvedimento senz’anima e le uniche, poche cose che può raccontare è solo nelle proposte dell’opposizione che sono state accolte, a partire dal prossimo, doveroso commissariamento dell’Atac». Infine, i Cinque stelle condannano l’uso del maxi emendamento. Valentina Corrado: «Si tratta di uno strumento tagliola, che imbavaglia l’opposizione».

IL MESSAGGERO