Regionali, il Pd: abbiamo vinto 5-2

Renzi, di Hitler non si parla nemmeno per scherzo

Il Pd porta a casa un non entusiasmante 5-2 alle regionali, ma Debora Serracchiani e Matteo Orfini mostrano grande soddisfazione per il voto:

«Il risultato ci colloca con chiarezza e determinazione nella prospettiva del 2018. Chiudiamo con un netto e chiaro 5 a 2. In un anno eravamo partiti da un 6 a 6 e chiudiamo con un 10 a 2», affermano i vertici dem.

Amarezza viene invece espressa per il risultato della Liguria. «Non sottovalutiamo il risultato della Liguria, che è figlio di una scelta irresponsabile della sinistra che oggi festeggia una vittoria della destra», dice il presidente del Pd Matteo Orfini. Il risultato ligure, afferma Debora Serracchiani, «ovviamente ci amareggia».

«Perdiamo in una regione, la Liguria – sottolinea il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini – perché un pezzo del centrosinistra ha ritenuto di consegnare quella regione alla destra, per ragioni che poco hanno a che fare con le dinamiche territoriali ma che si inscrivono nella volontà di qualcuno di costruire nuovi equilibri politici».

Il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda ricorda che in Liguria il candidato della sinistra ed ex deputato del Pd, Luca Pastorino, «non ha rispettato il principio di maggioranza» e non ha riconosciuto il risultato delle primarie che hanno candidato Raffaella Paita. «Abbiamo ottenuto un ottimo risultato in un periodo complesso – rivendica il vicecapogruppo vicario alla Camera, Ettore Rosato – Abbiamo scelto di andare avanti sul cammino delle riforme senza piegarci alle necessità di campagna elettorale».

«Il Movimento 5 Stelle è totalmente irrilevante. E contrariamente a quello che sostiene Grillo il Pd è primo partito in tutte le Regioni, tranne in Veneto in questo momento», afferma Debora Serracchiani a margine della conferenza stampa Pd al Nazareno. «Salvini e Grillo cavalcano le paure, noi andiamo avanti con le riforme», sottolinea.

Il neo governatore della Campania, Vincenzo De Luca, parla di risultato straordinario e ringrazia il segretario Renzi per la fiducia. Dalla Puglia il neo presidente Michele Emiliano si rivolge al premier: ho bisogno che si occupi della Puglia senza guardarla come una minaccia. Per il leader di Sel Nichi Vendola Renzi prende un colpo durissimo. Per Pippo Civati, ormaifuori dal Pd, c’è spazio per una vera sinistra di governo.

Il premier intanto oggi è volato a Herat per incontrare i militari italiani e chiedere loro uno sforzo in più: restare ancora qualche mese in Afghanistan perché la fase finale è la più difficile e abbiamo bisogno di non disperdere il lavoro fatto e il sangue versato, dice evitando di commentare il voto.

Il leader leghista Matteo Salvini forte del risultato elettorale, che vede la Lega in forte avanzata da Roma in su, annuncia che con oggi si costruisce, ieri gli italiani hanno deciso che il programma alternativo a Renzi è la Lega e spiega di essere aperto al confronto con tutti ma senza minestroni nel centrodestra.

Beppe Grillo sostiene invece che il premier esce dal voto ridimensionato, ha metà voti rispetto alle europee e ringrazia gli italiani che hanno attribuito il ruolo di primo partito al M5S in Liguria, Campania e Puglia (ma i risultati smentiscono le affermazioni del leader 5 stelle, i grillini in queste tre regioni sono secondi, ndr).

Giovanni Toti, il neo governatore che ha strappato la guida della Liguria al Pd, sottolinea che finalmente la Regione torna a essere normale perché gli elettori sanno scegliere.

Dalla Puglia, dove vince il candidato del Pd Michele Emiliano, Raffaele Fitto chiede che il centrodestra abbia il coraggio di passare dalla monarchia alla repubblica. C’è bisogno di mettere in campo sistemi di partecipazione democratici, chiari, aperti, afferma, schierandosi ancora contro le scelte di Silvio Berlusconi.

Il Messaggero