Regionali, accordo Berlusconi-Salvini In Liguria c’è Toti

Berlusconi-Salvini

Dopo una giornata di aperitivi, pranzi e caffè per tentare di riportare il sereno dentro Forza Italia, arriva in serata l’accordo sulle regionali tra la stessa Forza Italia e la Lega: «Berlusconi e Salvini – si legge in una nota di FI – hanno chiuso l’accordo sulle regionali». In Veneto gli azzurri sosterranno il leghista Luca Zaia, mentre in Liguria il Carroccio appoggerà Giovanni Toti. In Campania, invece la Lega non presenta liste. nelle altre regioni i due partiti si presentano «indipendenti» l’uno dall’altro.
A palazzo Grazioli, ieri Berlusconi ha visto i fedelissimi Gianni Letta e Fedele Confalonieri, nonché l’avvocato Ghedini. E all’ora di pranzo si ripresentava Denis Verdini. «Un incontro non programmato per tentare il riavvicinamento. Sempre che il presidente si decida a intervenire con tutta la sua autorità per sedare le risse dentro il partito», spiega un verdiniano di lungo corso. La strategia, discretamente appoggiata da Letta e Confalonieri, sarebbe provare a convincere Berlusconi della convenienza di riprendere il ruolo di padre della patria, intestandosi le riforme. E il cerchio magico dovrebbe adeguarsi.
Dopo lo shock dell’addio di Bondi e Repetti, pare infatti che l’ex Cavaliere non avrebbe voglia di una nuova rottura. Specie prima delle Regionali. Per questo, avrebbe ricevuto Verdini. Ma il problema «dell’ascolto» da parte del leader, irritato per «le liti da pollaio» resta sempre.Per rasserenarlo, Toti ieri si è fatto vedere al bar insieme a Paolo Romani, di cui è noto il disagio, alla Rossi e all’ex An, Maurizio Gasparri. Diverso è l’atteggiamento dell’ex Cavaliere nei confronti di Fitto, che vede sull’orlo della rottura. Del resto i Ricostruttori, in Puglia, lo premono affinché si candidi governatore. E, intanto, pare che Fitto, esasperato, stia per ricorrere ai giudici contro le decisioni del vertice di Forza Italia, «assolutamente illegittime», come il commissariamento della Puglia, affidato a Vitali.Proprio Vitali, ieri, è sembrato voler spingere Fitto fuori dal partito, avvertendo che «è suonata l’ultima campanella». Per tutta risposta, l’eurodeputato è tornato a riunire i suoi. E, per giunta, ha preso un caffè con i fidanzati transfughi, Bondi e Repetti. Ma l’accordo tra i tre pare impossibile. «Ci siamo visti da vecchi amici. Come si sa, noi siamo per la trattativa sulle riforme. Raffaele invece è per un’opposizione dura», giura la Repetti, ormai nel gruppo Misto con il suo compagno.

Il Messaggero