Regio, inchiesta archiviata. Pizzarotti: “Niente più scuse, ora i vertici del M5s chiariscano”

FOTO ARCHIVIO - BALLOTTAGGIO A PARMA: IN VANTAGGIO IL CANDIDATO SINDACO DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE FEDERICO PIZZAROTTI.
NELLA FOTO FEDERICO PIZZAROTTI
FOTO INFOPHOTO/INFOPHOTO:

“È evidente la soddisfazione per l’archiviazione di un inchiesta che fin da subito ci ha creato problemi sopratutto a livello nazionale. Abbiamo sempre agito per il bene e l’interesse del teatro Regio e dei cittadini” ha esordito il sindaco di Parma Federico Pizzarotti nel corso di una conferenza stampa convocata con urgenza in municipio a Parma dopo l’archiviazione dell’indagine per abuso d’ufficio sulla vicenda relativa alle nomine del teatro Regio.

Il primo cittadino si rivolge al M5s: “Per il Movimento, a livello nazionale, è stata la scusa per questa sospensione diciamo un po’ campata per aria. Questa archiviazione, invece, può essere l’occasione per venire qui e chiarire”.

Pizzarotti è “congelato” da quattro mesi per non aver comunicato allo stato maggiore del Movimento di aver ricevuto un avviso di garanzia. A questo proposito ha ribadito di averlo fatto per tutelare personaggi non pubblici coinvolti nelle indagini, scelta che riteneva giusta – ha sottolineato – e che rifarebbe.

“Nessuno di quei vertici che dovrebbero amministrare il Movimento si sono fatti sentire oggi. Stanno applicando una sospensione che non esiste e si sono inventati di sana pianta”.

“Cosa mi aspetto? Mi aspetto assolutamente un passo da parte loro: domani potrebbe essere auspicabile un passo in questa direzione, dopo che avranno letto la notizia”.

Ancor più chiaramente, dice all’Adn-Kronos: la sospensione da parte del M5S “è stata un boomerang, ora voglio il reintegro nel Movimento ma non con la mail dell’anonimo staff di Grillo: il direttorio deve venire a Parma, una mail non è sufficiente. Il direttorio venga qui e dimostri di voler realmente invertire la rotta, non accetto un reintegro via posta elettronica. Voglio delle persone con cui poter interagire o interloquire”.

“La procedura è ancora in elaborazione. Deciderà il garante del M5s che sappiamo essere Grillo” replica Roberto Fico che si dice “contento che per Pizzarotti sia arrivata la archiviazione. Però – ha sottolineato – il punto non era l’ avviso di garanzia ma la mancata comunicazione dell’avviso”.

“Noi – aggiunge il primo cittadino – rimaniamo disponibili e aperti al dialogo, rimettendo al centro quello che vuol essere il futuro del Movimento: vanno rimessi al centro le azioni gli obiettivi e non i mezzi e le persone. Non mi sento vicino a quello che i vertici stanno rappresentando, e a quello che è diventando un gioco di forza tra entità che si dichiarano. Qualcosa va cambiato, non solo il solo a dirlo: tante persone scrivono a me perché vogliono che le cose cambino”.

Non è mancata una frecciata a Luigi Di Maio: “In una trasmissione – ha ricordato Pizzarotti – aveva detto che loro avrebbero deciso sulla mia sospensione prima della magistratura, perché stavano analizzando la cosa e che sarebbe stata una buffonata non decidere prima di sessanta giorni. Beh, qui ne sono passati più di cento, è arrivata prima la magistratura, ed è ancora più evidente che siano stati i vertici del Movimento ad aver voluto oscurare la situazione”.

Prima ancora si è rivolto al senatore del Pd Giorgio Pagliari che con un esposto aveva dato il via all’indagine della Procura: “Non ha fatto il bene della città. Il senatore Pagliari di fatto non ha agito nell’interesse della città facendo questo, non ha agito per i suoi cittadini. Ha dimostrato di fare per l’ennesima volta piccola politica di cabotaggio”.

“Con questa vicenda, e per l’ennesima volta, il senatore Pagliari si è dimostrato un politicante, più dedito ai suoi interessi politici che al bene di Parma. Pur di porre in cattiva luce la mia amministrazione, ha consapevolmente gettato fango sul Teatro Regio, che oggi sta vivendo un intenso periodo di rinascita culturale e artistica. Sono anni che gli avversari politici ci attaccano a suon di esposti, probabilmente per coprire la loro inadeguatezza e la loro totale incapacità: chi non ha argomenti solitamente utilizza l’arma dell’esposto. Ma questo, a mio modo di vedere, indebolisce loro e rafforza noi”. L’archiviazione mette la parola fine a una “vicenda nata da un esposto di un piccolo uomo politico del Pd, tal senatore Pagliari”.

“Giudicheranno i cittadini chi ha a cuore la città e i parmigiani e chi invece ha a cuore la sua carriera personale”.

Alla domanda se adirà ad azioni legali, il primo cittadino ha detto: “Non escludiamo azioni legali per il danno d’immagine subito da noi e dal Teatro Regio: se ci saranno, saranno valutati. Ora è prematuro e non è il nostro obiettivo. Le vie legali non mi convincono”, ha concluso PIzzarotti.

Che, in merito all’indagine, rivolge un ringraziamento alla magistratura: “Ringrazio la magistratura soprattutto per la brevità dell’indagine, per l’attenzione e per lo studio dedicato a questa inchiesta”.

Si fa sentire anche l’assessora alla Cultura Maria Laura Ferraris: “Mi aspetto che questa notizia abbia la stessa enfasi che aveva avuto
quella degli avvisi di garanzia.È inutile far passare tutti i politici come ladri”.

Poi l’attacco al senatore Pagliari: “Io mi chiedo – ha detto – se tutto questo sia nato solo per coprire il fallimento delle loro politiche culturali. Pensiamo solo alla legge per il Festival Verdi che tante volte hanno promosso e che non sono riusciti a portare avanti o ai fondi per i teatri che non arrivano mai. Adesso basta: pensiamo tutti solo al bene del Teatro Regio”.

La Repubblica