Regeni, la tutor dell’università di Cambridge scrive alla procura di Roma. Pm insoddisfatti

Giulio Regeni

Si era rifiutata di rispondere alle domande del magistrato della Procura di Roma nella rogatoria in Inghilterra su Giulio Regeni del 6 giugno scorso, così come altri docenti dell’Università di Cambridge. Ma si era riservata di mandare una nota scritta. E oggi la professoressa Maha Abdulrahaman, ‘tutor’ del ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto, si è fatta viva con una mail inviata al pm Sergio Colaiocco. Una nota che non contribuisce a cancellare i dubbi dei nostri investigatori: la professoressa, infatti, si è limitata a dire che il rapporto con Giulio era alquanto sporadico e che l’attività di studio e ricerca svolta dal 28enne friulano al Cairo era coordinata dall’American University, non certo da quella di Cambridge.

Del tutto insoddisfatta la procura di Roma. Si tratta di “dichiarazioni unilaterali – fanno sapere dalla Procura commentando le parole della ‘tutor’ – che non aiutano a superare gli elementi di contraddizione tra quanto detto dalla stessa docente in Italia il giorno dei funerali di Regeni e i successivi risultati delle indagini, legati all’esame del pc di Giulio e, in particolare, all’analisi del contenuto di alcune sue mail”. Ma tra i magistrati italiani c’è anche irritazione per alcune notizie di stampa circolate in giornata legate a dichiarazioni ufficiali dell’Università inglese che ha reso noto “di non essersi mai rifiutata di collaborare con le autorità italiane” e di “non aver mai ricevuto alcuna richiesta di informzioni a parte dei pm italiani”. Alla Procura di Roma, invece, si sottolinea che “la rogatoria nel Regno Unito
era finalizzata a raccogliere dichiarazioni sull’attività e sulla ricerca di Regeni al Cairo e quindi non era rivolta all’istituzione universitaria bensì a singole persone fisiche, ma tutti hanno scelto alla fine di non presentarsi all’autorità italiana”.

La Repubblica