Referendum, si vota il 4 dicembre Renzi: «La partita è ora»

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La data del voto per il referendum costituzionale è il 4 dicembre. La conferma formale arriva dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Claudio De Vincenti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo la riunione del cdm: «Il consiglio dei ministri ha oggi convenuto sulla data del 4 dicembre prossimo per l’indizione da parte del Presidente della Repubblica del referendum sul testo della legge costituzionale». Per De Vincenti la decisione arriva «con più di dieci giorni di anticipo rispetto al termine utile e anche la data del 4 dicembre è anticipata rispetto all’ultima data possibile». L’orario lo annuncia il premier Matteo Renzi nella sua e-News: «Si voterà il 4 dicembre, dalle 7 alle 23». E il premier annuncia anche che aprirà la campagna per il Sì al Referendum il prossimo 29 settembre a Firenze. Il capoluogo toscano rappresenta la prima di numerose tappe in vista del voto.

La scheda
Nella scheda elettorale per il referendum che potrebbe confermare o respingere la riforma costituzionale approvata dal parlamento, comparirà questo quesito: «Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ”Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?». Alla fine del quesito ci sono due caselle, una con il «Sì» e una con il «No». Basta barrare con una «x» la propria scelta. Non c’è quorum e vince dunque la scelta indicata dalla maggioranza di chi va a votare.

Renzi: «La partita è ora»
Il primo commento del premier Matteo Renzi arriva ancora dalla sua e-news. «La partita è adesso e non tornerà. Non ci sarà un’altra occasione. Sono certo che non la sprecheremo». «Questa Italia, per me, ha bisogno di gente che propone, non di gente che urla – scrive il premier -. E questa Italia deve cambiare, non può rimanere ostaggio dei soliti noti, della solita palude che ha bloccato la crescita dell’ultimo ventennio. Ecco perché il referendum costituzionale (si voterà il 4 dicembre, dalle 7 alle 23) è fondamentale. E il risultato del referendum non dipende tanto da me, ma da tutti voi». Nel merito, scrive ancora il presidente del Consiglio, la questione «è semplice – prosegue -. Vogliamo superare il bicameralismo paritario sì o no? Vogliamo ridurre il numero dei parlamentari si o no? Vogliamo contenere i costi delle istituzioni si o no? Vogliamo cancellare il CNEL si o no? Vogliamo cambiare i rapporti Stato Regioni che tanti conflitti di competenza hanno causato in questi 15 anni si o no?».

Rosato: «Il 4 dicembre si vota per cambiare il Paese»
Il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, commenta su Twitter: «Si vota il 4 dicembre. Per cambiare la Costituzione, per cambiare il Paese #bastaunsi #referendum».

Serracchiani: «Adesso inizi il confronto nel merito»
«Adesso mi auguro che possa iniziare un confronto nel merito e cessino le polemiche di contorno che nulla hanno a che fare con il senso profondo delle riforme», afferma la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani, che prosegue: «Il Paese è chiamato a una grandissima prova di democrazia, che mette nelle mani del popolo l’opportunità e la responsabilità di modernizzare la Carta costituzionale.

I Cinque Stelle: «Grave scelta non sentire opposizioni»
Critiche accese dal variegato schieramento del no. I Cinque Stelle definiscono «grave« che Renzi abbia scelto la data del referendum costituzionale «senza neanche consultarsi con le opposizioni». «Ed è altrettanto grave e vergognoso che abbia negato ai cittadini, per così tanto tempo, la possibilità di esprimersi su un tema così delicato e importante, facendo un’indegna melina – si legge in una nota diramata dai deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera -. Inoltre, se avesse potuto, il Presidente del Consiglio ci avrebbe fatto votare a Natale o, magari, a Capodanno, nella speranza di scoraggiare la maggioranza degli italiani, che è a favore del no, a recarsi presso le urne e nel tentativo di arrivare a mangiarsi il panettone».

Le critiche dal centrodestra
«Finalmente gli italiani conoscono la data di scadenza di questo governo abusivo: il 4 dicembre si vota per il referendum costituzionale e se vince il no Renzi va a casa», scrive sui social il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Mentre il senatore di Forza Italia Renato Schifani commenta: «Il dado è tratto. Sappiamo finalmente che si voterà il 4 dicembre e quello che è un diritto sembra quasi una conquista. Adesso però è il momento di lasciare da parte ogni tipo di polemica e di concentrarsi sulla campagna per il no». Gli fa eco il collega di gruppo a palazzo Madama Altero Matteoli: «Renzi ha utilizzato tutti i marchingegni per ritardare il voto. Non sarà però l’ultima data utile scelta che gli farà vincere il referendum, sul quale gli italiani hanno già le idee chiare». Per Renato Brunetta, Matteo Renzi, «com’era ormai prevedibile» sceglie «di collocare la consultazione costituzionale nella data più lontana possibile: il 4 dicembre. Semplicemente il premier mai eletto tenta così, ancora una volta, di prendere tempo e di scappare dalla democrazia. Spera di sfruttare ancora per parecchie settimane i media e le televisioni prima dell’inizio della par condicio».

Salvini: «Votare No per licenziare Renzi»
Anche la Lega attacca il premier dopo la comunicazione ufficiale della data: «Il 4 dicembre #iovotono per licenziare Renzi! E sabato 12 novembre a Firenze gli diamo il preavviso!», scrive su facebook, subito dopo la conferma il leader Matteo Salvini. «Il referendum al 4 dicembre è l’ultima squallida trovata di Renzi che gli si ritorcera’ contro perché la gente lo manderà a casa», sottolinea invece il capogruppo della Lega Nord a Montecitorio Massimiliano Fedriga, che prosegue: «Renzi si comporta come lo studente impreparato – prosegue l’esponente del Carroccio – che rimanda sempre l’esame perché impreparato ma alla fine verrà comunque bocciato».

Il Comitato per il No: «Era ora»
Soddisfazione perché il governo «ha finalmente deciso la data del voto» viene espressa da Alfiero Grandi, vicepresidente del Comitato per il No. «Era ora. Il governo – ha detto Grandi- finalmente ha deciso la data del referendum. Il diritto a pronunciarsi delle elettrici e degli elettori non poteva più a lungo essere rinviato.

Scotto: «Due mesi in più di propaganda»
Critiche anche da sinistra: «Il capo ha deciso 4 dicembre. Se poteva portava referendum a Natale. Ma due mesi in più di propaganda non cambiano esito. Tanto vince il No». Così Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra italiana alla Camera, commenta la decisione del Consiglio dei ministri sulla data del referendum costituzionale.

Corriere della Sera