Referendum, Palazzo Chigi: nessun rinvio. Da Salvini al M5S: “Contrari, hanno paura”

Un seggio elettorale per consentire la consultazione sul referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare, Roma, 17 aprile 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Angelino Alfano apre, Matteo Renzi chiude il caso. E smentisce “categoricamente” l’ipotesi del rinvio del referendum. Ipotesi che si stava facendo largo in queste ore, rilanciata per lo più da alcuni giornali vicini al centrodestra. Poi l’apertura parziale e condizionata del ministro dell’Interno. Ma il presidente del Consiglio taglia corto senza mezzi termini: “Il ministro Alfano sta facendo un ottimo lavoro, ma l’ipotesi di un rinvio non esiste, è surreale, evitiamo di incrociare referendum e terremoto, non hanno nulla a che vedere. Non perdiamo tempo in queste vicende”.

E nella Enews settimanale, sempre a proposito della consultazione sulla riforma costituzionale, ammette che a un mese esatto “la sfida è sul filo, bella e impegnativa: ciascun voto può essere decisivo. Se vince il Sì, si cambia. Se vince il No, tutto resta com’è adesso e resterà per decenni così”. Ma il governo che verrà “si deciderà con le elezioni, non con il referendum”.

In mattinata, prima di lui, Angelino Alfano aveva risposto a chi gli chiedeva di un possibile rinvio, causa terremoto, del referendum costituzionale del 4 dicembre, scatenando un coro di polemica da parte di coloro che da un paio di giorno, soprattutto a destra, sostengono che Renzi voglia far slittare la consultazione per cercare di recuperare lo svantaggio. “Il governo non farà alcuna richiesta di rinviare il referendum ma qualora una parte della opposizione fosse disponibile a valutare un’ipotesi di questo genere, io sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione”, dice il capo del Viminale ai microfoni di Rtl a proposito delle scosse nel Centro Italia.

Quel che è certo, aggiunte il leader Ncd, è che in questo clima “diventa difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito”. In ogni caso, nessuna proposta in tal senso sarà avanzata dal governo, ripete. Anche perché nei giorni scorsi lo stesso premier Renzi aveva escluso qualsiasi slittamento legato all’emergenza e alle scosse, dopo che nei giorni scorsi l’ex parlamentare Pier Luigi Castagnetti, intervistato da Republica, per primo aveva suggerito il rinvio.

Per Matteo Salvini la tentazione del governo è una certezza e parte già all’attacco. “Noi siamo contrari: stanno indietro nei sondaggi e vogliono così tentare di recuperare” è la tesi del leader intercettato dai giornalisti alla Camera. “Al governo non interessa nulla del referendum in sé. E se proprio vuole essere serio, beh, allora cominci con l’avviare un’esenzione fiscale totale per cittadini e imprese che hanno perso tutto sotto le macerie”.

E non è un caso se anche il governatore ligure Giovanni Toti, assai vicino ormai alle posizioni di Salvini, sostenga la linea del capo del Carroccio. “Rinviare il referendum costituzionale sarebbe sbagliato e nocivo per il Paese. L’Italia è paralizzata da mesi da una campagna elettorale permanente voluta dal governo su queste riforme: è giunto il momento che gli elettori si esprimano – scrive in vari post su Fb e Twitter – Tre governi non eletti, referendum da rinviare, voto delle province cancellato: ma i cittadini hanno ancora diritto di dire la loro?”

E Renato Brunetta: “Rinviarlo è da folli, Forza Italia dice no”. Anche i deputati del M5S hanno alzato il tiro: “Non si azzardino a strumentalizzare le vittime del sisma per i loro loschi fini politici e ad usarli come scusa per rimandare una votazione che vede Renzi perdente”.

In questi giorni il Tribunale civile di Milano si pronuncerà sul ricorso presentato dal costituzionalista Valerio Onida sulla illegittimità del quesito referendario. Assai ridotti i margini di accoglimento, dopo che un analogo ricorso (promosso dal Codacons) è stato già bocciato dalla Corte di Cassazione il 24 ottobre (per “difetto di legittimazione”), mentre analoga sorte avevano avuto davanti al Tar del Lazio quelli avanzati da Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana. Eppure quest’ultima istanza pendente viene considerata – da chi accusa il governo di voler rinviare la consultazione – come una sorta di ultima via d’uscita “legale” per andare al prossimo anno.

Ma “non è previsto dalla legge che la Corte Costituzionale abbia il potere di rinviare il referendum previsto il 4 dicembre”, ha sostenuto l’Avvocato dello Stato Gabriella Vanadia durante l’udienza che si è svolta davanti al giudice civile di Milano Loreta Dorigo giovedì scorso, proprio per discutere il ricorso presentato dal professor Onida.

LA REPUBBLICA