Referendum, il premier: “Non è derby Renzi contro resto del mondo”

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“Non parliamo del futuro mio e del governo, adesso la discussione è il referendum. Ogni discussione sul mio futuro personale, sul futuro del governo, sul futuro degli avversari lascia il tempo che trova” dice Renzi ribadendo quanto già precisato da Palazzo Chigi, secondo cui ieri a Torino il premier non ha manifestato intenzioni sul suo futuro legato all’esito della consultazione. Il referendum, scandisce, “non è un derby Renzi contro resto del mondo, è un derby Italia contro vecchia guardia” e “c’è un sacco di gente di centrodestra che voterà sì, ma anche di Grillo e della Lega”. Secondo il premier “vincerà il sì, perché nel momento in cui finalmente il dibattito non sarà più su Renzi contro resto del mondo, anche per errori miei, ma futuro dell’Italia contro vecchia guardia, tante persone sceglieranno per il referendum”.

“Non vorrei – aggiunge – che accadesse come è accaduto nel Regno Unito, che prima si è votato e il giorno dopo la gente domandava cos’è l’Unione europea, perché si era votato per altro. Sono convinto che la maggioranza voterà sì”. Quanto alle conseguenze che potrebbe determinare l’esito del referendum sulla prosecuzione della legislatura, Renzi mette in chiaro: “Le valutazioni sulla durata della legislatura spettano sempre al Presidente della Repubblica e al Parlamento non al sottoscritto”. Renzi è polemico con Massimo D’Alema, che rappresenta il “passato”, parole destinate naturalmente a lasciare sempre vive le polemiche all’interno del Pd. “D’Alema vota no per rientrare in partita, personalmente ritengo che D’Alema sia il passato di questo Paese – dice Renzi – probabilmente lui vota no perché è convinto di essere il futuro“. Renzi parla anche di economia e fisco e assicura che “il tema dell’aumento dell’Iva è totalmente scongiurato“. Inoltre bisogna “cercare di intervenire sul quoziente familiare che al momento non esiste. Ci stiamo lavorando, avrà un segnale in questa legge di Stabilità, ma poco più che un segnale. Dovrà essere la grande revisione complessiva dell’Irpef e del reddito familiare che arriverà nel 2018 come previsto da 4 anni”.

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