Referendum, da dieci parlamentari del Pd un documento a favore del ‘no’

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Dieci parlamentari del Pd hanno presentato un documento in cui si argomenta il ‘no’ di merito al referendum costituzionale. Che, spiegano, non va inteso come un ‘no’ al governo. I firmatari sono i senatori Corsini, Dirindin, Manconi, Micheloni, Mucchetti, Ricchiuti, Tocci, e i deputati Bossa, Capodicasa e Monaco. Ne dà notizia un comunicato del gruppo Pd in Senato.

I parlamentari sostengono che la loro iniziativa possa essere due volte utile: a centrare il confronto referendario sul merito e non su pregiudiziali posizioni di partito o di schieramento; a dare voce a elettori e quadri Pd che non condividono la revisione costituzionale. Ferma restando la consapevolezza, apertamente espressa dai firmatari nel documento, che la loro è posizione in dissenso da quella ufficiale del Pd, ma, insieme, nella convinzione che, a norma di statuto, su principi e impianto costituzionale, non si dia disciplina di partito.

Il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, interpellato alla Camera sul documento ammette di non condividere la scelta: “Non condivido la scelta di alcuni miei colleghi del Partito democratico, anche se, come logico, la rispetto. Constato che, tra l’altro, alcuni tra loro avevano votato il testo in Aula”. Alla domanda se saranno assunti provvedimenti nei loro confronti, Guerini risponde: “Assolutamente no, siamo un partito, non una caserma”. Ma il Pd è, “senza se e senza ma, per il sì”.

Arriva il plauso del Comitato del no. “Consideriamo positiva la presa di posizione di un gruppo di dieci parlamentari del Pd che si sono espressi a favore del No nel referendum costituzionale. Positiva perché si tratta di un No di merito alla riforma Renzi-Boschi; perché apre un dibattito serio dentro il Pd stesso, cercando di sgombrare il campo dalla discussione,
impropria, sui destini del governo e dallo scambio Italicum-riforma; perché, soprattutto, dà voce ai tanti, militanti ed elettori, che dentro il partito di Renzi non condividono questa revisione costituzionale” ha detto Alfiero Grandi, vicepresidente del Comitato per il no.

La Repubblica