Rai: Renzi difende nomine, Cda ok unanime Maggioni presidente

Matteo Renzi press conference, Rome

Il nuovo Cda della Rai si e’ espresso all’unanimita’ questa sera per Monica Maggioni presidente, cosi’ come l’aveva indicata oggi l’asemblea degli azionisti. Il CdA si e’ riunito nella sede di viale Mazzini, presieduto dal consigliere anziano Arturo Diaconale. Perche’ abbia efficacia, il via libera del Cda deve avere il positivo parere della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, che si riunira’ a partire dalle 21 di oggi. E’ andata avanti fino a ora di pranzo la trattativa sul nome del presidente della Rai. Tramontata l’ipotesi Antonella Mansi, sul tavolo in un primo momento erano finite le candidature di Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, dell’ex cantante e produttrice discografica Caterina Caselli, e soprattutto dell’ideatrice di ‘Sfide’, autrice e produttrice televisiva, Simona Ercolani. Poi la svolta – fonti parlamentari riferiscono di contatti diretti tra i leader di FI (Berlusconi preferiva Piero Ostellino) e Pd – con il nome di Monica Maggioni, la direttrice di Rai News 24.
Una possibile soluzione che circolava da giorni e che questa sera e’ stata ‘ratificata’ dalla Commissione di Vigilanza della Rai. Intanto il premier Matteo Renzi ‘difende’ le nomine del Cda: “Abbiamo messo, non noi ma il Parlamento, dei professionisti della comunicazione”. Ed ancora: “chi oggi critica poteva approvare la riforma” della Rai, “evitando di soffocarla sotto migliaia di emendamenti”. Sul rinnovo dei vertici di viale Mazzini ha retto l’intesa Pd-FI. Un confronto che si cerchera’ di ‘replicare’ a settembre quando al Senato approderanno le riforme. Domani la minoranza Pd presentera’ il pacchetto di emendamenti (per il momento avrebbe raccolto 23 firme) chiedendo l’elezione dirette dei senatori (insieme con le Regionali). Ma la maggioranza ha chiuso la porta sull’articolo 2: per il ministro Maria Elena Boschi “non c’e’ alcun motivo giuridico per modificare il testo”; sulla stessa lunghezza d’onda la presidente della Commissione Anna Finocchiaro: “una modifica sull’elezione del Senato mette in discussione il ddl”, ha spiegato. “Cosi’ – la replica per esempio del senatore di Gal Mario Mauro – si sfasciano le istituzioni”. Lo scontro e’ destinato ad acuirsi alla ripresa dei lavori parlamentari con i bersaniani che promettono un ‘autunno caldo’, convinti di avere i numeri dalla propria parte. “Renzi rischia di farsi male”, ripetono. Per evitare incidenti a palazzo Madama la maggioranza e’ al lavoro alla ricerca di nuovi ‘Responsabili’ nelle file di Gal e degli ex 5 stelli. Sette o otto voti in piu’ che potrebbero essere utili per far si’ che FI non alzi la posta sulle riforme e sulla legge elettorale. “Alla ripresa ci sarà da correre ancora più forte” sulle riforme scrive il presidente del Consiglio in una lettera ai parlamentari, “l’opposizione abbaia alla luna, la palude aveva bloccato governo ma c’e’ stata una svolta impressionante”. Il riferimento e’ anche al ddl Madia che “ha cambiato il passo” nella pubblica amministrazione, e ora si guarda “alla legge di stabilita’ con il taglio delle tasse”.

AGI