Rai: esposto Guerini-Serracchiani a Agcom su esclusione Pd da Ballarò

Rai: sede di roma

Esposto all’Agcom del Pd che si ritiene escluso da Ballarò, la trasmissione di Massimo Giannini su Rai3. “Il veto di Ballarò sulla presenza del Pd in trasmissione – si legge in una nota dei vicesegretari dem Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani – nella settimana del voto amministrativo e per la seconda settimana di seguito, rappresenta una violazione intollerabile alla par condicio e al pluralismo televisivo. Il partito democratico presenterà un esposto all’Agcom su questa esclusione inspiegabile, lasciata senza risposta e senza responsabili da parte dei vertici Rai”.

Osservatorio Pavia: Pd sovraesposto. L’esclusione di esponenti pd dalla puntata di questa sera di Ballarò, sarebbe stata decisa per rispetto della normativa sulla par condicio. Secondo i dati dell’Osservatorio di Pavia sul tempo di parola durante la trasmissione di Rai3, dal 26 aprile ad oggi, il governo è al 23,8%, il Pd al 22%, M5s al 15,9%, la Lega all’8,6%.

Anzaldi difende Giannini: “Colpa dei funzionari”. Michele Anzaldi, deputato e membro della commissione di Vigilanza Rai, difende il conduttore di Ballarò. “Il problema non è tanto di Giannini – spiega Anzaldi – ma dei funzionari che hanno gestito la vicenda. È stato detto che il Pd avrebbe esaurito i suoi tempi. A questo punto bastava vedere i dati relativi alle presenze delle forze politiche a Ballarò, per verificare se questo corrisponde al vero o no”. “Su Ballarò – twitta Anzaldi – Cardani e Agcom aprano istruttoria in un lampo e la chiudano entro fine campagna. Garantire rispetto par condicio entro venerdì”.

Carbone, “Dati Agcom ufficiali: nessuna sovraesposizione Pd”. “Gli unici dati ufficiali sono quelli dell’Agcom – replica Ernesto Carbone, segreteria dem – e non risulta alcune sovraesposizione del Pd”. “È inconcepibile – aggiunge Carbone – che a quattro giorni dal voto sia chiamato a parlare di immigrazione Matteo Salvini, il segretario del partito (la Lega) del quale faceva parte il ministro dell’Interno (Roberto Maroni) che ci ha fatto meritare la condanna
Ue per i respingimenti in mare dei migranti. E che ha fatto parte di un governo che ha tagliato 3 miliardi e mezzo di risorse alla sicurezza”.

La Repubblica