Raggi: “Mi aspetto lealtà dal premier, lavoriamo per Roma”

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“Da oggi si riparte per lavorare nell’interesse di Roma e dei romani e mi aspetto lealtà da parte delle altre istituzioni e del premier”. Il neo sindaco di Roma Virginia Raggi (M5S), poche ore dopo la sua elezione, si racconta in un’intervista esclusiva a Euronews, in onda questa sera, parlando del rapporto con il premier, dell’incarico con la Asl di Civitavecchia e del fascicolo aperto dalla Procura di Roma in merito, delle Olimpiadi e dei progetti per il governo della Capitale.

RENZI – “Io ho sempre detto che mi sarei aspettata un rapporto leale e franco con le altre istituzioni e da parte mia c’è la massima disponibilità. Io ho dichiarato che avrei tranquillamente messo un punto su quella che è stata la campagna elettorale che è stata molto aspra soprattutto nei miei confronti da parte del Pd. Per me non è un problema. Da oggi si riparte per lavorare nell’interesse di Roma e dei romani e mi aspetto lealtà da parte delle altre istituzioni e del premier”.

ASL CIVITAVECCHIA – “Innanzitutto non si è trattato di consulenze ma si è trattato di un incarico di assistenza giudiziale, che è molto diverso. Come incarico di assistenza giudiziale, avevo il compito di mettere in esecuzione una sentenza della Corte dei Conti cha acclarava che la Asl era stata vittima di una truffa da parte di un medico”.

“La Asl aveva pagato più soldi di quelli che avrebbe dovuto pagare quindi doveva rientrare di alcuni soldi – ha aggiunto Raggi – Io quindi ho avuto l’incarico di recuperare quesi soldi per conto della Asl. Mi è stato conferito un incarico nel 2012, ho effettuato una serie di attività, ho messo una fattura di acconto nel 2014, questa fattura è entrata nella contabilità dell’azienda, ha fatto una serie di giri come in tutte le aziende medio-grandi, è stato emesso un mandato di pagamento nel 2015, questa fattura mi è stata liquidata nel 2015 e quindi è entrata in tutte le mie dichiarazioni nel 2015, esattamente come è previsto per i liberi professionisti che debbono dichiarare secondo il principio di cassa e non quello di competenza”.

OLIMPIADI – “Più che Olimpiadi dello sport mi sembra siano Olimpiadi del mattone, così sono sempre state queste grandi occasioni. In tutto il mondo e non solo in Italia. I dati economici e storici ci dicono che tutte le città ospitanti si sono stra-indebitate. A Montreal addirittura rispetto al preventivo iniziale si è arrivati a uno sforamento del budget del 796%. Questi sono i conti, questi sono i dati. Io direi che Roma, con un debito di 13 miliardi di euro non si può permettere di assumere su di sé un ulteriore debito per fare altre cattedrali nel deserto che poi resteranno tali”, spiega Raggi.

ROMA – “Io sono molto fiduciosa che l’esperienza sarà positiva. Ci vorrà del tempo perché non abbiamo la bacchetta magica, ci lasciano una città in macerie, veramente in macerie. Ma io sono molto fiduciosa che pian piano riusciremo a invertire la rotta di questa macchina che purtroppo sta andando a sbattere contro un muro. Noi – afferma il sindaco – invece dobbiamo rimetterla in carreggiata e farla camminare verso un futuro nel quale i bisogni dei cittadini saranno rimessi al centro”.

“Io credo che i cittadini abbiano dichiarato con forza la volontà di impegnarsi in prima persona per voler cambiare questa città – ha spiegato Raggi -. Io non credo che questo sia un dato da sottovalutare. Noi, durante questi tre anni di opposizione, durante questi ultimi tre mesi di campagna elettorale, abbiamo sempre detto che Roma cambia se cambiano i romani. Riusciremo a fare qualunque cosa se la faremo insieme”.

Le prime due azioni da sindaco? Per Virginia Raggi saranno “l’aggressione del tesoretto degli sprechi che ammonta a 1,2 miliardi di euro all’anno. Il denaro risparmiato verrà subito convertito in servizi. Il secondo obiettivo sarà la rinegoziazione del debito della Capitale che ammonta ad almeno 13 miliardi di euro”.

Sul debito, ha aggiunto, “occorrerà un audit per capire cosa è conferito all’interno di quella gestione commissariale e poi rinegoziare i tassi d’interesse. Roma – ha aggiunto Raggi – non può continuare a pagare tassi d’interessi negoziati nel 2008, quando il costo del denaro era ben più elevato”.

“Le periferie di Roma sono ormai luogo di esclusione sociale. Nel nord Europa molte città hanno cambiato modello: non più alloggi popolari nelle cintura esterna della città che si trasforma in ghetto, ma housing sociale dove alcuni alloggi, anche nell’edilizia privata, vengono acquistati dal Comune e affittati a prezzi calmierati”.

Secondo Raggi, Roma “deve iniziare da subito a ricucire le periferie al centro. Dove per periferie non si intende solamente la fascia più esterna a livello geografico della città ma si intendono tutte quelle zone che sono poco al di fuori del centro e che ormai sono prive dei più importanti servizi – sottolinea la prima cittadina – dal trasporto, ai servizi per il cittadino, fino a servizi come cinema o teatri. Queste periferie sono diventate dei dormitori, all’esterno di questi dormitori abbiamo dei palazzoni completamente vuoti, quindi no – conclude Raggi – non è troppo tardi ma bisogna agire”.

Dopo Parigi e Madrid, anche Roma ha un sindaco donna: “Si tratta di un bel segno, un segno dei tempi che stanno cambiando. È un segno del fatto che le persone sono pronte a gettarsi in un’avventura nuova e mi auguro che questo sia un primo passo verso quelle politiche di genere che sono sempre viste con sfavore e che invece devono tornare al centro dell’agenda pubblica”. Lo ha detto la neo-sindaca di Roma Virginia Raggi in un’intervista esclusiva a Euronews.

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