Quell’allarme povertà e gli italiani esemplari

TASSE SOLDI 1

Solo qualche settimana fa il rapporto annuale del Censis ha raccontato la grande paura degli italiani per il possibile ritorno alla povertà: sei italiani su dieci pensano che sia possibile fare i conti con la prospettiva di dover tornare poveri. Di qui l’aumento del risparmio (pure in quadro di diminuzione complessiva del reddito) che però spesso viene tenuto liquido, non viene investito.
Una società impaurita e inerte, insomma, quella italiana. Una società svuotata da sei anni di cupa crisi economica e che il presidente Giorgio Napolitano, nel suo ultimo saluto televisivo dal Colle, non ha consolato ma ha cercato di spronare.
INDICAZIONI CHIARE
Il presidente della Repubblica non ha nascosto il nostro malessere economico e ha indicato con chiarezza il lungo periodo di crescita negativa del nostro Prodotto Lordo e il problema del «dominante assillo della disoccupazione». Non solo. Nel discorso del Presidente c’è stato anche un accenno molto chiaro anche al fallimento delle misure anti-crisi adottate negli ultimi mesi. Probabilmente Napolitano parlava della scarsa efficacia sul fronte della ripresa degli 80 euro mensili infilati nelle buste paga di 10 milioni di lavoratori italiani quando ha indicato «misure economiche che stentano a produrre effetti decisivi per un gran numero di famiglie e a tradursi in prospettive occupazionali».
Chiarissima, dunque, l’indicazione per una svolta di politica economica da mettere a fuoco nel 2015 assieme (e non contro) ai partners europei poiché il Presidente ha marchiato con l’aggettivo «velleitari» i progetti di uscita dall’euro.
Ma nel Napolitano-pensiero proprio la difficile situazione economica e lo stato non esaltante del morale delle famiglie italiane deve spingere l’intera società («tutti senza eccezione alcuna») a scuotersi dal torpore e a tornare a crescere moltiplicando quei modelli positivi che pure la cronaca offre in gran numero.
Non a caso il presidente ha elogiato le «figure esemplari» di italiani «degni» di cui ha fatto nome e cognome come Fabiola Gianotti, la fisica italiana nominata direttrice generale del Cern di Ginevra, ovvero di uno dei centri di ricerca più prestigiosi al mondo, come l’astronauta Samantha Cristoforetti o come Fabrizio, il medico italiano di Emergency contagiato dall’Ebola mentre aiutava i malati africani colpiti dal virus. O, infine, come Serena Petrucciolo, ufficiale medico della Marina che sulla nave Etna ha aiutato una profuga nigeriana a dare alla luce la sua bimba. Napolitano ha fatto anche un riferimento ai militari e ai connazionali che hanno prestato soccorso ai passeggeri del traghetto in fiamme sulla rotta tra la Grecia e l’Italia. «Siamo orgogliosi di questi italiani campioni di cultura e solidarietà», ha detto il Capo dello Stato rammaricandosi di non poter citare i «molti altri esempi» che rinviano, tra l’altro «all’eccellenza dei Centri in cui singoli si sono formati».
QUALITA’ DEL CAPITALE UMANO
Per il Capo dello Stato gli italiani dovrebbero essere consci della qualità del «nostro capitale umano». E questo – ha sottolineato il Presidente – deve essere di stimolo per «un atteggiamento più assertivo e in una funzione più attiva in seno alla comunità internazionale».
«Il presidente Napolitano si è sempre prodigato con notevolissimo impegno a sostegno della ricerca scientifica. È un onore e un privilegio essere scelta dal presidente quale esempio del suo apprezzamento per i numerosissimi scienziati e ricercatori che in Italia e all’estero contribuiscono all’eccellenza del nostro Paese», ha dichiarato ieri Fabiola Gianotti.
Sulla stessa lunghezza d’onda le parole di Serena Petrucciolo. «È stata una cosa assolutamente inaspettata: una sorpresa e un grande onore per me, sentire il presidente citare il mio nome e quello della nostra nave e del suo equipaggio – ha dichiarato Petrucciolo – Ho vissuto un’emozione davvero unica, bellissima, meravigliosa. Un grande orgoglio per tutti noi, non solo per me personalmente». «Ho avuto la fortuna di ascoltare in diretta il discorso di fine anno del Presidente, ero davanti alla tv nella mia infermeria a bordo della nave ”Etna” assieme al team sanitario che lavora con me, una ventina di persone in tutto – ha continuato l’ufficiale medico – Sarei felicissima di incontrare il presidente per ringraziarlo».
I RINGRAZIAMENTI
«L’essere citato dal presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno agli italiani è stata una sorpresa che mi ha profondamente commosso». Questo il commento di Fabrizio (il cognome ovviamente non è divulgabile), il medico italiano di Emergency contagiato da Ebola in Sierra Leone, ricoverato all’Istituto Spallanzani per le cure. «Non credo di essere un eroe, ma so per certo di non essere un ”untore”», aveva detto lui stesso a Natale, definendosi invece «solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato». «Un riconoscimento come questo, per il quale sono grato al Capo dello Stato, comporta responsabilità che sarò onorato di continuare ad osservare», ha aggiunto il dottor Fabrizio a poche ore dalle parole di Napolitano. «Voglio idealmente condividerlo con i colleghi di Emergency che sono ancora sul campo per fronteggiare Ebola e con gli operatori dello Spallanzani», ha chiosato Fabrizio.

Il Messaggero