Psicosi Ebola, bimba cacciata dall’asilo

ebola

La psicosi Ebola costringe a casa Chanel, bimba di colore che frequenta la scuola dell’infanzia “Coni Zugna” di Fiumicino. La piccola di 3 anni era rientrata, lo scorso 14 ottobre, con la mamma dall’Uganda e questo è stato sufficiente per alimentare le preoccupazioni dei genitori dei piccoli che frequentano il plesso Alcuni erano addirittura giunti a minacciare di far disertare la scuola ai figli se la loro compagna fosse entrata in aula. Per tale motivo una delegazione di mamme si è recata presso la sede dell’istituto comprensivo “Porto Romano” di via Giuseppe Bignami, da cui dipende la scuola dell’infanzia “Coni Zugna”, per incontrare la preside e esternare tutte le loro preoccupazioni circa lo stato di salute della piccola Chanel. «Dopo le voci fatte circolare – precisa la preside Lorella Iannarellim – alcuni genitori hanno manifestato l’intenzione di tenere a casa i propri figli per evitare che entrassero in contatto con la bimbina». La preside ha però rassicurato i preoccupati genitori. «Abbiamo contattato il padre della piccola – aggiunge – il quale ha ci ha fatto avere un certificato medico. C’è stato poi un consulto con il medico che in Uganda aveva visitato la bimba. Inoltre, ci siamo informati presso l’aeroporto di Fiumicino se l’Uganda fa parte degli Stati a rischio e con sollievo abbiamo scoperto che non lo è».
LA SOLUZIONE

Il comportamento dei genitori ha probabilmente offeso i famigliari della piccola che in un primo momento avevano chiesto il trasferimento di Chanel in altra sezione. «La cosa – conclude la preside – è però rientrata anche se ha turbato i genitori che hanno deciso di far rimanere a casa per qualche giorno la bambina. Forse perché stanca del lungo viaggio o probabilmente per smorzare i toni». Comunque, lunedì scorso, Chanel è tornata dietro al suo banco senza che questo creasse ulteriori disagi a quei genitori scesi sul piede di guerra e ai compagnetti di classe». «Il fatto che Chanel arrivasse dall’Africa è l’unica spiegazione plausibile a quanto è successo» commenta il padre Massimiliano M. «Anche se non c’era alcun motivo reale per allarmarsi». Ora che tutto è passato il genitore di Chanel non nasconde di aver trascorso giorni difficili soprattutto per il contrasto sorto con i famigliari dei bimbi con i quali la figlia trascorre molte ore liete all’interno della scuola. In merito alla vicenda è intervenuto anche il ministro della Salute che ha espresso solidarietà al padre alla madre della bambina. «L’Uganda non è un paese affetto da Ebola e è molto lontano dalle zone dell’Africa colpite dal virus» precisa Beatrice Lorenzin. «Ribadisco che nel nostro paese attualmente non c’è stato nessun caso di Ebola, neanche d’importazione, che il rischio di contrarre la malattia è basso e che queste forme di allarmismo sono assolutamente ingiustificate».
IL SINDACO

Le fa eco il primo cittadino di Fiumicino che precisa: «Le porte della scuola sono rimaste sempre aperte per tutti i bambini, inclusa la piccola tornata dall’Uganda. Come sindaco sento il dovere di lanciare un appello per impedire timori e paure ingiustificate, soprattutto in merito alla salute pubblica, e per evitare che si sfoci in ostracismi e discriminazioni».

Il Messaggero