Pronta stretta Obama su armi. Trump, annullerò decreto

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Tutto è pronto per il varo della nuova stretta sulle armi da fuoco negli Stati Uniti, che sarà resa nota martedì, annuncia la Casa Bianca. Il piano è stato messo a punto lunedì in una riunione dello Studio Ovale tra Barack Obama, il ministro della giustizia, Loretta Lynch, e il numero uno dell’Fbi, James Comey. Il presidente americano poi interverrà giovedì sera in diretta tv a un dibattito dedicato proprio al controllo delle armi.

Il suo è un giro di vite promesso da tempo, dopo le continue stragi da parte di squilibrati, che si procurano armi da guerra con una facilità impensabile in altri paesi avanzati. Di fronte all’inerzia del Congresso, pesantemente influenzato dalla potente lobby dei produttori di armi, Obama si è deciso a realizzare lo stesso la riforma, scavalcando Capitol Hill e usando i suoi poteri esecutivi: “Le decisioni che mi appresto a prendere – ha sottolineato – sono pienamente nell’ambito della mia autorità legale e in linea con il principio del secondo emendamento della costituzione”, quello che garantisce il diritto di ogni americano a possedere un’arma.

Il focus è sui rivenditori di armi da fuoco: che operino online, al dettaglio o nelle molto frequentate fiere di settore, saranno tutti obbligati a detenere un’apposita licenza per la vendita e a condurre accurati controlli e verifiche sugli acquirenti (“background check”). Il presidente dispone inoltre che l’Fbi incrementi del 50% il suo personale dedicato a condurre tali verifiche, con l’assunzione di oltre 230 nuovi esaminatori. Obama chiede al Congresso di disporre un finanziamento pari a 500 milioni di dollari per affrontare il problema anche sul piano della salute mentale. Sembra una risposta a chi sottolinea come in gran parte delle numerose stragi americane le armi vengano usate da persone affette da disturbi mentali. Il presidente chiede anche ai dipartimenti di Difesa, Giustizia e Sicurezza Interna di condurre, sostenere e sponsorizzare la ricerca in ambito di tecnologia per la sicurezza delle armi

Così la tensione con i repubblicani e con le lobby di costruttori, venditori e possessori di pistole e fucili sale alle stelle. Mentre il tema infiamma inevitabilmente la campagna elettorale per le presidenziali, con Hillary Clinton che appoggia l’azione della Casa Bianca e Donald Trump che spara a zero su Obama, lanciando la sfida: se diventerà presidente – promette – annullerà il decreto o i decreti che il presidente si appresta a varare, considerati dal tycoon un vero e proprio “assalto al secondo emendamento”.

Ma la Casa Bianca si mostra tranquilla: “Ci aspettiamo che i provvedimenti esecutivi del presidente vengano contestati sul piano legale – ha spiegato il portavoce, Josh Earnest – ma siamo fiduciosi che queste misure resisteranno all’eventuale esame di una Corte”. Ed è proprio ai dettagli che in queste ore si sta lavorando, per apportare quelle limature che blindino le misure e le rendano il più possibile inattaccabili sul piano legale.

ANSA