Prof solo per concorso e soldi dal 5 per mille ecco la scuola del futuro

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La scuola che verrà è in rampa di lancio. Ce l’hanno messa il Presidente del Consiglio Renzi e il ministro dell’Istruzione Giannini intervenendo ieri al meeting organizzato dal Pd a Roma. nell’auditorium di via Palermo: «La scuola cambia, cambia l’Italia». Il dramma dei precari, la valutazione dei docenti, il nodo dell’edilizia scolastica, i criteri per le assunzioni: di tutto e di più, una specie di rivoluzione per «passare dal ’900 al Terzo Millennio».
DUE PROVVEDIMENTI
Per vedere nero su bianco ci sarà da attendere solo qualche giorno perché nel Consiglio dei ministri di venerdì dovrebbe essere già discusso un decreto legge -per i problemi più urgenti- e un disegno di legge delega, tutti e due sulla scuola, preparati con l’obbiettivo di voltare finalmente pagina. Gli insegnanti, innanzitutto. Ce ne erano tanti fra il pubblico e alcuni hanno anche contestato («No alle classi pollaio», si è sentito gridare), ma il premier Renzi le ha affrontate a una a una e ne è venuto a capo, anche riconoscendo. «Lo so che gli addetti ai lavori non ne possono più e non si fidano della politica. La frustrazione degli annunci fatti cui non è corrisposto un impegno porta gli insegnanti a non crederci e questa è una partita difficile. Ma la responsabilità è far ripartire l’Italia dalla scuola». E ancora: «Ascoltare tutti non vuol dire non fare niente. Si ascolta e poi si decide, se no è la palude che ha bloccato l’Italia per 20 anni».
BASTA GRADUATORIE

E cosi è arrivato il primo, vero annuncio. L’ha dato il ministro Stefania Giannini: «Basta con la babele delle graduatorie che sembravano accontentare tutti ma non accontentavano nessuno. Le assunzioni nella scuola saranno solo per concorso pubblico». Poi il secondo annuncio, che è in realtà una conferma: l’assunzione dei precari delle graduatorie a esaurimento. L’ha spiegato alla platea il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone: «Saranno assunti 150mila precari entro settembre 2015, con l’inizio del nuovo anno scolastico». La piaga del precariato nella scuola è storica e ha risvolti anche strettamente economici, come ha voluto sottolineare il ministro Giannini: «Nel solo 2014 abbiamo speso 866 milioni di euro per coprire le supplenze».
«LO HA DETTO LA MAESTRA…»

È stato poi affrontato il punto cruciale del merito. Renzi ha premesso: «L’insegnante non è l’ultima ruota del carro, ma il motore fondante della società. Se una volta dicevi “lo ha detto la maestra” era come se avesse deciso la Cassazione». Ma ci sono fra gli insegnanti «esempi di bellezza fulgida e altri che non sono degni del compito loro assegnato». Questo è il nodo, questo è il motivo per il quale verranno introdotti per gli insegnanti degli scatti di merito da affiancare a quelli di anzianità. Sempre Renzi che chiosa: «Tutti sono chiamati a mettere in gioco». Infatti si immagina una specie di circolo virtuoso, come ha voluto chiarire Faraone: «Gli insegnanti potranno fare carriera. I dirigenti che saranno chiamati a valutarli a loro volta saranno valutati». Quindi si è tornati ad accarezzare il sogno di una vera autonomia dei nostri istituti scolastici, gli stessi istituti che oggi sono chiamati a chiedere ogni anno un «contributo» alle famiglie, gli istituti che non hanno neppure «i soldi per comprare la carta igienica», come urlava un contestatore in sala. Ebbene, il governo è dell’idea di introdurre un meccanismo del 5 per mille «per la cultura e per la scuola». Secondo Renzi «daremo autonomia alle scuole in futuro, spero dal 2016, anche dal punto di vista economico. Sarà un meccanismo serio nel quale ciascun genitore e cittadino in dichiarazione dei redditi indica la singola scuola». Lo sguardo è stato rivolto anche agli immigrati: «L’integrazione linguistica e culturale degli studenti figli di migranti sarà uno dei punti cardine -ha detto il ministro Giannini- Non vogliamo che l’Italiano diventi la prima lingua straniera parlata in Italia».
TERRORISTI IN CLASSE

Renzi ha voluto dire di più, si è agganciato alla minaccia del terrorismo: «I terroristi non usano le zattere, non arrivano attraverso le zattere. Quelli che hanno compiuto recenti attentati sono usciti da scuole europee e sono cittadini europei che non hanno trovato nella scuola l’integrazione, l’educazione e il confronto». a chiuso parlando di Rai: «La riforma della scuola non basta, è solo l’inizio del percorso. Senza la riforma della Rai … noi non siamo in condizione di fare alcun investimento sull’aspetto educativo».

Il Messaggero