Processo Yara, il pm chiede lʼergastolo con isolamento per Massimo Bossetti

Giuseppe Bossetti

Il pm di Bergamo, Letizia Ruggeri, ha chiesto la condanna all’ergastolo con sei mesi di isolamento diurno per Massimo Bossetti, unico imputato nel processo sull’omicidio della 13enne Yara Gambirasio. Le accuse nei confronti del muratore sono di omicidio volontario pluriaggravato e calunnia ai danni di un collega di lavoro. Secondo il pm, Bossetti ha voluto “infliggere particolare dolore” alla ragazzina. La sentenza è attesa per metà giugno.

Il pubblico ministero, che ha concluso una requisitoria durata più di dodici ore, ha contestato le aggravanti delle sevizie e della crudeltà nei confronti di Bossetti. “Non vi è alcun dubbio – ha dichiarato – che l’omicidio sia volontario. Abbandonandola in quel campo si è causata volontariamente la morte” della 13enne di Brembate di Sopra.

La Ruggeri ha affermato, prima di quantificare la richiesta di pena, che Bossetti “non ha fornito alternative valide che possano supportare una sua estraneità all’omicidio”. E ha detto che non ci sono dubbi che si tratti di un “omicidio doloso”: Bossetti ha “infierito sulla ragazza provocando le ferite non idonee a cagionare la morte” ma “la volontarietà” risulta dal compendio delle lesioni e dell’abbandono sul campo” dove “la fine era certa”.

“Sicuramente – ha proseguito – ha adoperato sevizie e crudeltà” e ha praticato “una condotta non solo funzionale al delitto ma con la volontà di causare sofferenze”. “Emerge – ha insistito il pubblico ministero – la volontà di affliggere sofferenza aggiuntiva. Si è voluto arrecare particolare dolore. E si è riusciti nell’intento perché la ragazza è morta dopo un’agonia particolarmente lunga”.

Nessun movente, Bossetti incapace di controllarsi – Nel delitto di Yara “non è possibile individuare un movente certo”, secondo il pm Ruggeri. Ciò, però, “non dà meno significato” all’impianto dell’accusa in quanto Bossetti avrebbe dato “più volte dimostrazione di incapacità di controllarsi”.

Bossetti paragonato al killer di Pala Mostosi – La stessa incapacità, a detta del pm, dimostrata nel 2002 dal camionista Roberto Paribello che uccise la praticante commercialista Paola Mostosi. L’uomo, che poi fu condannato definitivamente all’ergastolo, agì dopo che, lungo l’autostrada A4, ebbe un banale incidente con l’auto guidata dalla giovane: fermatisi a una piazzola di sosta, la tramortì, la caricò a bordo del camion e, dopo aver lavorato tutto il giorno, la uccise. “Non è possibile stabilire la dinamica – ha argomentato il pm – Yara potrebbe essere stata convinta a salire, oppure tramortita come si verificò in quell’occasione”.

TGCOM