Primo maggio senza macchinisti sui treni il personale dei depositi

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Per evitare il caos durante la festa dei lavoratori, Atac è pronta a richiamare i macchinisti dai depositi. L’allarme rosso è scattato ieri: per coprire il turno straordinario di chiusura del 1 maggio (dalle 21.30 all’1.30) servono 28 conducenti volontari, ma nessun autista della metro A ha dato la propria disponibilità. L’azienda però non può permettersi che la prima linea chiuda proprio nelle ore in cui è previsto il maxi-deflusso del Concertone, dove è attesa la presenza di oltre mezzo milione di romani e turisti. Ecco perché è pronto a scattare il piano B: si aspetterà domani, poi se le adesioni dei macchinisti rimarranno a quota 0, verrà chiamato sui treni chi la notte di venerdì lavora nei depositi. E, per evitare che qualcuno si dia malato, è già stato pre-allertato l’ufficio che si occupa delle visite fiscali.
150 i macchinisti impiegati sulla linea A della metropolitana Nel frattempo ieri è ripresa la trattativa last-minute per quantificare il bonus da elargire a chi lavorerà volontariamente. Dall’Assessorato ai Trasporti parlavano di «un’intesa raggiunta», con le sigle principali, Cisl e Cgil. Non hanno firmato tutte le altre, a partire da quelle che, con lo sciopero del 17 aprile, hanno messo in ginocchio la linea.
L’INCENTIVO Non è detto poi che la presenza di un incentivo economico sia sufficiente per ottenere il numero di autisti volontari necessario a far funzionare la linea. Basta ricordare l’esempio di Capodanno, quando nonostante i 250 euro “extra”, solo 7 macchinisti sui 24 previsti andarono a lavorare, mandando la tratta Anagina-Battistini in tilt dalle 23.30 alle 2.30, proprio durante il cownt-downdella mezzanotte.
Una scena che oggi, in Atac, nessuno vuole vedere ripetersi. Ecco perché si studiano le contromosse. Il coordinatore dei macchinisti è già stato informato. Se non ci saranno adesioni, i turni andranno modificati. Almeno una decina di unità verranno recuperate dai depositi, dove alcuni conducenti sono impegnati nelle manovre di fine turno, che vanno dalle 22.30 fino all’1.30. I dipendenti dovrebbero essere rimandati sui treni per garantire le corse. Altri autisti poi saranno richiamati e inseriti nella turnazione.
NAVETTE RIDOTTE Insomma il servizio alla fine dovrebbe essere garantito. Anche perché solo con la metro funzionante a pieno regime il sistema dei trasporti può reggere, dato che il servizio di autobus e tram venerdì sarà fortemente ridimensionato: le navette effettueranno corse regolari solo dalle ore 8:30 alle ore 13:30 e dalle ore 16.30 alle ore 21. Aumentando di conseguenza la pressione sulla prima linea metro.
L’unico timore per l’azienda a questo punto è che qualche dipendente, per protesta si dia malato. Ma, d’intesa con l’assessorato ai Trasporti, è già stata pre-allertata la struttura che attiva le visite fiscali. Insomma chi starà casa per problemi di salute, dovrà avere un motivo valido.
IL MESSAGGERO