Primi raid francesi da portaerei: distrutti due obiettivi Isis in Iraq. «In Siria anche tank russi»

charles de gaulle

Dalla portaerei francese Charles de Gaulle, in navigazione nel Mediterraneo orientale, sono partite oggi le prime missioni per bombardare le postazioni dell’Isis, per ora limitate all’Iraq: lo ha annunciato il capo dello stato maggiore interforze, generale Pierre de Villiers, spiegando che sono stati distrutti due obiettivi.

«Abbiamo condotto attacchi su Ramadi e Mosul, in appoggio a truppe di terra locali che stavano avanzando verso le milizie del Daesh», ha precisato de Villiers, utilizzando l’acronimo che in lingua araba equivale a quello di Isis. Ieri il ministro della Difesa, Jean-Yves le Drian, aveva dichiarato all’emittente radiofonica “Europe 1” che la poraerei sarebbe stata operativa dall’indomani.

A bordo si trovano 26 tra Rafale e Super Etendard, il che significa triplicare la consistenza della forza aerea dispiegata dalla Francia in funzione anti-jihadista, andandosi ad aggiungere ai sei Rafale e agli altrettanti Mirage 2000 già di stanza rispettivamente negli Emirati Arabi Uniti e in Giordania. Ai piloti sarebbe stata impartita l’istruzione di raggiungere il bersaglio passando sul territorio turco, a nord, oppure giordano, a sud, per evitare la contraerea siriana.

Hollande incontra Cameron: «Intensificheremo nostri raid»
È stato lo stesso presidente francese Hollande – che oggi ha incontrato il premier GB David Cameron – ad annunciare l’intensificazione dei raid aerei contro i terroristi dello Stato Islamico (Isis) in Siria e Iraq. Questo incontro arriva a dieci giorni dai devastanti attentati di Parigi, che sono stati rivendicati dall’Isis e hanno provocato 130 morti. «Intensificheremo i nostri raid aerei, scegliendo gli obiettivi che meglio possono danneggiare i terroristi» ha dichiarato Hollande. I due leader francese e britannico si sono trovati d’accordo nell’incrementare la cooperazione di azioni di contrasto al terrorismo internazionale, inclusi lo scambio di dati e registrazioni dalle compagnie aeree.

«In Siria per la prima volta truppe di terra russe»
Inoltre, per la prima volta, la Russia avrebbe dispiegato truppe di terra in Siria al fianco delle forze lealiste di Bashar al-Assad, conquistando posizioni strategiche e forzando le truppe ribelli a ritirarsi. La notizia è stata data dal quotidiano kuwaitiano al-Ray e ripresa dal Jerusalem Post. Secondo questa fonte, non supportata da altre, forze militari russe, con il sostegno dei caccia di Mosca, hanno fornito copertura a tank T-90 impegnati contro obiettivi strategici dei ribelli a Idlib e Latakia, conquistando posizioni e costringendo gli uomini dell’opposizione ad Assad a indietreggiare. L’articolo non riferisce se ci siano state vittime tra i militari russi.
Già a settembre, diverse fonti americane avevano riferito di una mezza dozzina di tank russi in un centro d’aviazione vicino Latakia, roccaforte del presidente siriano. Negli ultimi tre mesi, Mosca ha aumentato la sua partecipazione al conflitto siriano, lanciando raid aerei contro i ribelli e incrementando la presenza navale nel Mediterraneo, e in più occasioni Putin ha sostenuto che non avrebbe inviato uomini in Siria.

Martedì Hollande incontra Obama
Intanto il presidente francese sta facendo pressioni su Obama e Putin affinché l’Occidente dia una risposta coerente al terrore. Sinora è sembrato che gli Stati Uniti e la Russia siano d’accordo solo su una cosa: bombardare i siti petroliferi controllati dall’Isis, quindi una delle risorse economiche del gruppo terrorista. Hollande punta a formare una coalizione che agisca per comuni obiettivi e con una durevole strategia. E dopo Cameron oggi, nei prossimi giorni il presidente francese incontrerà nell’ordine Obama – martedì a Washington -, e successivamente Angela Merkel mercoledì a Parigi e Putin giovedì a Mosca. Sempre giovedì, nella mattina, a Parigi avrà anche un colloquio col presidente del Consiglio Matteo Renzi.

In 24 ore 36 raid coalizione,distrutto un sito petrolifero in Siria
Nelle ultime 24 ore sono stati nel complesso 33 (di cui 19 in Iraq e 14 in Siria), i nuovi attacchi aerei condotti dalla coalizione internazionale guidata dagli Usa contro l’Isis. A questi ne vanno aggiunti altri tre risalenti a sabato, ma non conteggiati in precedenza, concentrati nelle province siriane di Deir Ezzor e al-Hasakah.

Almeno 280 autocisterne sono state distrutte al confine tra Siria e Iraq. Lo riferiscono funzionari americani citati da Nbc. Aerei di attacco A-10 e cannonieri AC-130 hanno lanciato 24 bombe a guida laser e mitragliato pesantemente i camion utilizzati dallo Stato islamico per contrabbandare il greggio. Poco prima dei bombardamenti – hanno detto i funzionari – sono stati lanciati dei volantini nei quali si avvertivano gli autisti «di fuggire immediatamente o verrete uccisi».

Il Sole 24 Ore