Prima al Quirinale poi da Bergoglio la Regina a Roma con whisky e uova

REGINA ELISABETTA

CITTÀ DEL VATICANO Nessuno può negare che l’omaggio dei reali d’Inghilterra al pontefice sia molto prezioso, a modo suo: un cesto pieno di prelibatezze regali, cose da re, ovviamente, tra cui 12 uova appena fatte dalle galline Windsor, due bottiglie di whisky, più altre rarità fatte in casa, casa reale, però, ovvero le tenute di Balmoral. Come non perdonare, allora, il ritardo con il quale la Regina Elisabetta si è presentata da Francesco, così da smentire per una volta un paradigma del bon ton stando al detto che «la puntualità è la cortesia dei re?» E tuttavia, come ha spiegato Elisabetta a Francesco, «il pranzo che avevamo al Quirinale con il Presidente Napolitano era così piacevole». Insomma, sorry per l’attesa. E l’altro «welcome, welcome», benvenuti dal Papa, in ogni caso. Prima il colloquio privato in una saletta, poi lo scambio dei doni. Un clima cordiale, amichevole, rilassato.
IL CESTO
Chiacchiere e battute di spirito, soprattutto da parte del 92enne Filippo Duca di Edimburgo, notoriamente incline al culto del sense of humor britannico. Il Papa ed Elisabetta II si incontravano per la prima volta. Francesco, educatissimo, ha reso omaggio alla sovrana dandole la precedenza nel piccolo corteo verso lo studio: «la prego, prima Lei». Passata la Regina, ecco un piccolo ingorgo: il pontefice fa un cenno al Filippo per farlo accomodare, il Duca lo precede, ma poi si ferma sull’ingresso per dare il passo al Papa. Dopo il colloquio, le porte dello studio si sono riaperte per lo scambio dei doni. I sovrani inglesi hanno regalato al Papa il cesto, nel quale, oltre al whisky e alle uova, c’erano marmellate, filetto di manzo, the e biscotti, persino saponi per l’aromaterapia.
IL MIELE
Per terra altri due pacchi di ghiottonerie. «C’è un prodotto per ognuna delle nostre tenute: lo abbiamo portato a lei e solo per lei, personalmente», ha detto Elisabetta II, calcando l’accento su «per lei»…come per dire non doni tutto ai poveri, come vorrebbe fare sempre. Particolarmente orgogliosa, la Regina, del suo miele: «Viene dal mio giardino». Particolarmente orgoglioso, invece, Filippo, del suo whisky: «Lo produciamo direttamente a Barmoral». Al Papa, Filippo ha allungato due bottiglie, che lui, raccontano i presenti, avrebbe guardato con perplessità senza toccarle, anzi, arretrando di un passo. Infine il regalo più formale, obbligatorio, imposto dal cerimoniale del Regno Unito: due foto incorniciate della coppia reale. «Temo – ha chiosato la regina – che devo proprio darle queste foto…» Il Papa ha ricambiato con una sfera di lapislazzulo, che simboleggia il globo, sovrastata da una croce , su base tonda di ferro. «Es per el nineto», per il ragazzino, il principe George di Cambridge, otto mesi. figlio di William e Kate, pronipote di Elisabetta e Filippo. «Sarà contentissimo di averlo, quando sarà un po’ più grande», ha commentato la bisnonna Elisabetta. A lei, in regalo dal pontefice, il decreto del 1679 di Sant’Edoardo il Confessore, re d’Inghilterra e fondatore dell’abbazia di Westminster. «Ah, è stato canonizzato!», ha commentato Filippo. A quest’ultimo il Papa argentino ha regalato tre medaglie del pontificato in oro, argento e bronzo. «E’ l’unica medaglia d’oro che io abbia mai vinto», il commento di Filippo. Il corteo di auto è ripartito alle 15.53. Da Napolitano la regina è stata accolta con gli onori militari. Dopo gli inni, la «Union Jack», è stata issata sul torrino assieme al tricolore. A darle il benvenuto nel cortile del Quirinale c’era anche la signora Clio.

IL MESSAGGERO